Battaglia nel Pdl. Il 93% sta con Silvio. Fini resta ma ormai è divorzio

Giovedì, 22 aprile 2010 - 23:00:00


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Crespi Ricerche/ Berlusconi supera Fini di quattro punti

La corrente di Fini vale il 12% del Pdl. Insider

Al termine di una giornata di fuoco e indimenticabile, la direzione nazionale del Popolo della Libertà ha approvato a larghissima maggioranza un documento in cui viene bocciata l'ipotesi della creazione di una corrente e viene ribadito il pieno sostegno a Berlusconi. Undici voti contrari e un astenuto (i finiani) su 172. In base a questi numeri, il 93% del vertice del partito sta con il presidente del Consiglio. Il 7% circa si schiera con Gianfranco Fini. E l'ex leader di Alleanza Nazionale annuncia: "Non ho alcuna intenzione di lasciare la presidenza della Camera".

Avrei preferito che dicesse "me ne vado". Invece non ci pensa proprio: vuole restare e logorarmi. Ma non ho nessuna intenzione di lasciarglielo fare e ora, con il documento approvato dalla direzione nazionale, abbiamo lo strumento per sbattere fuori dal partito chi non si allinea alle decisioni. Silvio Berlusconi, parlando con alcuni parlamentari e fedelissimi, secondo quanto riferito da alcuni di loro, commenta così lo scontro con il presidente della Camera Gianfranco Fini. "I numeri ci sono, noi andiamo avanti". Silvio Berlusconi, spiegano fonti parlamentari del Pdl, dopo il voto al documento presentato alla direzione nazionale è ancora più convinto che la maggioranza possa continuare a governare. "E' chiaro - ha ribadito anche con i suoi collaboratori - che se non c'è la possibilità di governare si va a votare". "Chi ha il sei per cento del partito non può presiedere la Camera dei Deputati". Berlusconi traccia le conclusioni con i suoi e, secondo quanto viene riferito, il premier tornerà alla carica nel chiedere un passo indietro da parte di Gianfranco Fini sul suo ruolo in Parlamento. La maggioranza starebbe studiando l'intenzione di una sorta di 'sfiduciare' politicamente l'ex leader di An che - fanno notare fonti parlamentari del partito - ha ricevuto solo undici consensi su un totale di 172 componenti della direzione.

IL DOCUMENTO - "Pieno sostegno al presidente Berlusconi e profonda gratitudine". La direzione nazionale del Pdl (172 membri) approva il documento finale redatto dai coordinatori del partito che ribadisce l'appoggio al presidente del Consiglio. Undici i voti contrari, uno l'astenuto (i finiani). Nel testo del documento si legge: "La direzione sottolinea la vittoria del centrodestra alle regionali con un risultato storico" E pertanto "paradossale" la polemica "interna sviluppatasi in questi giorni. E' incomprensibile - ha detto Maurizio Lupi leggendo il testo - che vengono provocate dopo grande vittoria e dopo due anni di risultati grandi di azione di governo, certificati da grande consenso dei cittadini. Certe polemiche pubbliche pretestuose non sono state commisurate al dibattito costruttivo". Nei prossimi tre anni la direzione fissa questi obiettivi: ridurre la spesa pubblica; realizzare la riforma fiscale, riducendo le tasse; sostenere le famiglie, il lavoro e le imprese; riforma e digitalizzazione della Pa; un piano per il Sud; ammodernamento delle infrastrutture; una riforma organica della giustizia; una riforma istituzionale compresi i regolamenti parlamentari; l'azione di contrasto alla criminalita' organizzata". Gli Italiani, si legge nel documento, "non rimpiangono i governi deboli del passato. Una leadership forte, come quella di Berlusconi, non e' rinunciare al dibattito libero e democratico, testimoniato sia da iniziative politiche e culturali sia dall'esistenza di fondazioni, riviste, centri di riflessione. Tutte le scelte sono state compiute in seguito a un dibattito aperto e libero: si puo' discutere di tutto, ma non contraddire il programma". Inoltre "serve che, una volta assunta la decisione a maggioranza, tutti si adeguano". I temi che non sono nel programma "sono oggetto di dibattito". Le decisioni "raggiunte a maggioranza acquistano carattere vincolante per chiunque, che le abbiano condivise o meno. La direzione conferisce mandato al presidente e ai coordinatori per realizzare il programma stabilendo il rispetto delle decisioni votate democraticamente. Il nostro riferimento al popolo - ha concluso Lupi - deve essere costante nella nostra azione politica. Non siamo un vecchio partito, non vogliamo dividere ma unire. Le ambizioni dei singoli non prevalgano sull'obiettivo di servire il popolo. Le correnti negano la natura stessa del Pdl ponendosi in contraddizioni con il programma".

L'AFFONDO DEL PD - "E' uno spettacolo sconosciuto in tutti i partiti europei che sono abituati a discutere senza oscillare tra silenzio e rissa". Così Pier Luigi Bersani ha commentato, al Tg3, lo scontro fra Gianfranco Fini e e Silvio Berlusconi alla direzione nazionale del Pdl. "Ne ho ricavato anche l'impressione purtroppo che siamo di fronte a una paralisi della possibilità di governo e di riforme", ha aggiunto il segretario del Pd.

FELTRI RISPONDE A FINI - "Se per Fini il problema siamo io e Trota Bossi non valeva neanche la pena di riunire la Direzione del Pdl e fare tanto casino". Lo ha dichiarato il direttore del Giornale Vittorio Feltri in relazione alle dichiarazioni di Fini. "Bastava un incontro ristretto alla Trattoria Falconi di Ponteranica, il mio Paese - ha aggiunto - La cena l'avrei offerta volentieri io. Sono sempre disponibile a questa soluzione". "Io non ne ho sentito parlare e Paolo Berlusconi, che poi è quello che dovrebbe vendere, non mi ha mai parlato di questa intenzione'. Così ha risposto all'Ansa Vittorio Feltri, direttore del Giornale, sulle affermazioni di oggi del premier Silvio Berlusconi a proposito di una eventuale vendita del quotidiano. "Non so che tipo di discorso sia avvenuto tra Silvio Berlusconi e il fratello e comunque non è la prima volta che si sentono queste voci - ha aggiunto Feltri -. Io comunque penso che se anche il quotidiano cambiasse proprietà non dovrebbe cambiare linea perché il rischio è di perdere il suo pubblico, perché il Giornale ha una sua tradizione". E Feltri cosa farebbe nel caso di un cambio di proprietà?. "Ho diretto tanti giornali ed è la prima volta che mi troverei in questa situazione - ha risposto -. Bisognerà vedere: se al nuovo editore piace la mia linea si va avanti, altrimenti si troverà il modo di lasciarsi civilmente".

LA CRONACA DI UNA GIORNATA STORICA - Un battibecco continuo. A tratti si è sfiorata la rissa. Una cosa mai vista tra due delle più alte cariche dello Stato. Il premier durissimo: "Se fai politica, lascia la Camera". La replica: "Che fai, mi cacci?". Ancora il Cavaliere: "La Lega è la fotocopia delle posizioni che aveva An e che poi hai abbandonato". E Fini scuote la testa. Il presidente di Montecitorio: "Non sono un traditore. Mi rimetto alle decisioni di Silvio, faccia quello che vuole". E sulla giustizia: "La riforma non sia impunità". Subito la replica di Berlusconi: "Mi pare di sognare". Il premier: "Ho convinto i miei familiari a vendere Il Giornale. Se c'è un imprenditore vicino a te (Fini, ndr) ben venga".

LA DIRETTA

20.00 "Ho detto chiaramente che la minoranza non ha il diritto di sabotare, ma ha il diritto di discutere nelle sedi opportune". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini al termine della direzione nazionale del Pdl. "Sedi - ha aggiunto polemicamente Fini - che non ho capito bene quali siano visto che la direzione si e' riunita oggi, ma dopo un anno...".

19.30 Nel Pdl "oggi finisce la stagione dell'unanimismo e inizia quella del confronto: questa è la democrazia". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, al termine della direzione nazionale del partito. "E' una fase del tutto nuova - ha continuato - e spero che tutti, a partire dal presidente Berlusconi, abbiano la consapevolezza che non siamo più nella situazione in cui eravamo fino a qualche giorno fa".

19.15 "Tutto normale": con queste parole il premier Berlusconi sintetizza, conversando con un redattore dell'Agi, la lunga giornata di oggi che ha visto in scena il duro botta e risposta con Fini. Al termine della direzione nazionale del partito, il presidente del Consiglio si è recato in un negozio di argenteria di corso Vittorio a pochi passi da palazzo Grazioli.

19.00 "Buon lavoro e un consueto augurio: che tutti possiate realizzare i vostri sogni, per voi, i vostri cari, il Popolo della libertà. Evviva!". E' con queste parole che il presidente del Consiglio e leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ha chiuso ufficialmente la direzione nazionale del partito.

18.45 "Non ho nessuna intenzione di lasciare la presidenza della Camera". Lo ha detto Gianfranco Fini lasciando l'auditorium della Conciliazione al termine della direzionale nazionale del Pdl. "Ho pieno diritto nell'ambito del partito che ho contribuito a fondare di porre questioni politiche".

18.30 La direzione composta da 170 membri approva il documento (11 i contrari e 1 astenuto).

18.20 "Non siamo un vecchio partito, non vogliamo dividere ma unire. le ambizioni dei singoli non possono prevalere sul bene del popolo" continua il documento. Stop anche alle correnti: "che negano la natura del Pdl".

18.10 "Non sono comprensibili le polemiche dopo le continue vittorie del Pdl" si legge nel documento finale della direzione che sta leggendo Lupi. Ed ancora: "La leadership forte di Berlusconi garantisce risultati"

17.55 "Questo e' un giorno amaro, uno di quei giorni che non avremmo voluto vivere", dice Gianni Alemanno dal palco della direzione Pdl. Il dibattito di oggi e il clima di questi giorni nel centrodestra, osserva il sindaco di Roma, "ti fanno mancare il fiato, con situazioni che ti mettono alla prova in profondita', nei rapporti umani e politici".

17.47 "C'e' un documento conclusivo da votare, appena messo a punto dai coordinatori e dai capigruppo. Lo leggera' poco prima delle 18 il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi". Lo annuncia il premier Silvio Berlusconi alla direzione dl Pdl.

17.45 La direzione del Pdl si sta avviando verso la conclusione e i toni, degli interventi dal palco ma soprattutto delle riflessioni ufficiose, sembrano essere meno aspri di quelli che hanno caratterizzato la rissa verbale questa mattina tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Al dibattito in corso all'auditorium della Conciliazione hanno ritirato la loro richiesta di intervento i 22 'finiani' iscritti. Conseguentemente e' rientrata la decisione, da parte degli ex An vicini al presidente della Camera, di presentare un documento sul quale chiamare la direzione al voto. Una votazione che avrebbe sancito la spaccatura tra finiani e non, ben oltre le parole usate oggi dai due leader politici. Come conseguenza il documento che la maggioranza del partito dovrebbe presentare (un piccolo dubbio esiste ancora) e sul quale chiedere il voto, dovrebbe essere dai contenuti meno duri del previsto. In questi momenti si sta infatti lavorando per mettere nero su bianco un testo sicuramente di appoggio alla linea politica di Silvio Berlusconi ma, nello stesso tempo, che non sia uno 'schiaffo' alla componente finiana.

17.40 ''La minoranza si adeguera' alla maggioranza ma deve anche essere tutelata''. Lo dice il finiano Italo Bocchino.

17:28 "Anche se ci siamo appassionati agli interventi degli oratori, chiedo a tutti di essere brevi" dice Berlusconi, rivolgendosi agli oratori.

17.20 Il sottosegretario all'Ambiente, di area finiana, Roberto Menia, ha rinunciato a prendere la parola alla direzione del Pdl, insieme ad altri deputati ex An, perchè ritiene che "la replica del presidente Berlusconi ha di fatto esaurito il dibattito politico".

17.15 "Oggi siamo l'unica coalizione che ottiene una conferma e noi con una discussione scomposta rischiamo di andiamo a ledere la reputazione dell'Italia". Lo ha detto Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, nel suo intervento alla Direzione del Pdl. Tra i problemi posti da Gianfranco Fini e finiani non figura 'organigramma, "ma sui giornali è scritto anche questo e se il problema fossero i posti sono a disposizione..". "Oggi - ha proseguito Gasparri - abbiamo tante responsabilità", ci sono "fondazioni dotte, anche io faccio convegni, ma oltre a fare fondazioni andiamo ogni mattina al bar a parlare con la gente".

17.00 "Attenzione a un certo fighettismo, a chi recupera il peggio di una sinistra che non c'è più e che lo proietta con facili battute nel nostro dibattito interno". Lo ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, nel suo intervento alla direzione.

16.50 "Non faccio nessun passo indietro: continuerò a dire ciò che penso. Quello di Berlusconi è un ragionamento che non accetto". Gianfranco Fini, conversando con alcuni parlamentari a lui vicini a margine della direzione hazionale del Pdl, ha replicato così al premier.

16.40 Dopo le scintille di questa mattina, nel Pdl inizia a soffiare un vento di tregua. Secondo quanto riferiscono piu' fonti di partito, sarebbero in contatto esponenti di maggioranza e finiani per scrivere una mozione unitaria su cui potrebbe convergere la platea di delegati. Nel documento, a cui starebbe lavorando in prima persona il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, si riconosce l'azione e i risultati del governo, ma al tempo stesso si chiede un "rilancio" dell'azione di partito. Secondo quanto viene riferito da un uomo vicino a Fini, la mozione potrebbe ricevere il via libera anche dagli uomini piu' vicini al presidente della Camera. "Oggi abbiamo inagurato il confronto all'interno del Pdl - spiega il deputato finiano - i toni sono stati un po' duri, e' normale. Ma questo e' il rodaggio: in futuro miglioreremo".

16.15 Nessun finiano interverrà alla direzione nazionale. E' quanto si apprende da un esponente parlamentare vicino a Gianfranco Fini.

16.00 Gianfranco Fini non lascerà né la Presidenza della Camera né il partito. E' quanto spiega un esponente parlamentare vicino al Presidente della Camera.

15.50 "Esce allo scoperto il partito del Sud contro le riforme. Fini ha tradito il patto con gli elettori": così il viceministro leghista Roberto Castelli in una nota.

15.25 Dopo lo scontro frontale tra Silvio Berlusconi e gianfranco Fini andato in scena alla direzione del pdl, la pausa nei lavori dell'organo assembleare serve ai due schieramenti per ricalibrare le posizioni. E mentre Fini è riunito con i suoi sostenitori, la maggioranza del partito sarebbe al lavoro per stendere una nuova formulazione del documento, che potrebbe essere votato al termine dei lavori.

15.00 Gianfranco Fini salta la pausa pranzo, dopo il duro scontro con Silvio Berlusconi durante la direzione, e si apparta in riunione con la sua componente.

14.35 "Si sono dette le cose in faccia, ma dopo questo sfogo tornino a prevalere le ragioni della politica. Ripeto che non c'e' motivo per cui il Pdl si debba dividere". E' quanto ha affermato Gianni Alemanno dopo il 'botta e risposta' tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.

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