Pdl, scoppia il caso delle tessere false. Anche i cacciatori inseriti negli elenchi

In questi giorni i carabinieri della procura di Vicenza hanno avviato accertamenti sullo scandalo delle tessere "fasulle" del Popolo delle Libertà. Centinaia (ma forse addirittura migliaia) di vicentini che, senza saperlo assolutamente, si sono ritrovati nell’imponente elenco di chi ha chiesto l’iscrizione al Pdl.
Nel partito di Angelino Alfano ci sono quasi 16mila domande di tesseramento nel 2011, la stragrande maggioranza presentate dall’europarlamentare Sergio Berlato, il vice coordinatore provinciale del Pdl che mira a diventare leader nel prossimo congresso. La metà sono sospette perché non hanno allegata la fotocopia della carta d’identità. Voci parlano di un "copia-incolla" fatto sulla base dell’elenco di un’associazione venatoria. Nomi e cognomi dei cacciatori sarebbero stati presi e inseriti negli elenchi di chi ha chiesto di iscriversi al Pdl. Oltre ai cacciatori anche esponenti locali della Lega Nord e dell’Udc. Ma ci sono perfino il parlamentare del Fli Giorgio Conte, sua moglie e suo suocero.
Gli accertamenti, iniziati dalla procura vicentina dopo una denuncia anonima, procedono. Dieci persone si sarebbero presentate spontaneamente agli inquirenti per dire la loro. Si tratta, guarda caso, di cacciatori che compaiono negli elenchi dei ‘volenterosi del Pdl’. Tutti sono stati ascoltati come “persone informate dei fatti”. Hanno dichiarato di non aver mai fornito i propri dati al Pdl e alcuni di loro hanno lasciato l’ufficio dei carabinieri annunciando di voler sporgere denuncia. Sono proprio queste querele che consentiranno ai carabinieri di ipotizzare il reato di falso relativo al “taroccamento” delle firme. In alternativa, la procura potrebbe limitarsi ad avanzare l’ipotesi di violazione della privacy, perseguibile d’ufficio.
C'è anche Giorgio Conte, deputato fedelissimo di Gianfranco Fini. E c'è pure il consigliere provinciale Tonino Assirelli, che da poco lo ha seguito in Futuro e libertà: nel pacco di 16 mila "iscritti" al Popolo della libertà vicentino figurano anche i loro nomi. Nome, cognome, data di nascita e indirizzo di coloro che avevano la tessera del Pdl nel 2010 ma poi l'hanno stracciata, passando alla concorrenza. Non solo: nella lista c'è anche il nome di Ermenegildo Zanettin, padre da poco defunto del coordinatore provinciale Pierantonio. "Partito ridicolo e senza etica", è la reazione di Conte. Ma Zanettin smorza: "Gli elenchi sono provvisori, contengono anche i nomi degli iscritti del 2010, perciò anche di chi non c'è più o ha cambiato partito: ma di sicuro questi non voteranno al congresso".
Ma la frittata ormai è fatta. Dopo i tesserati a loro insaputa, i morti, e gli "ex" che si ritrovano ancora nella lista: un caos. Nell'elenco delle "richieste di iscrizione" che l'ufficio del tesseramento Pdl di Roma ha recapitato al Pdl vicentino ci sono la bellezza di 16.075 nomi. Numeri da urlo, si era detto fin dalla prima ora. A fare la parte del leone Sergio Berlato, eurodeputato e vicecoordinatore provinciale, ribattezzato "mister 14 mila tessere": tante ha comunicato di averne portate a Roma. Solo che, gratta gratta, spuntano alcune «anomalie» che alcuni tra gli stessi pidiellini avevano paventato già a caldo. Ma non sono tutte anomalie dello stesso tipo.


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