Lazio, il Pdl resta fuori a Roma. No al rinvio del voto

Sabato, 20 marzo 2010 - 18:58:00


Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello presentato dal Pdl contro la mancata ammissione della lista provinciale di Roma. In base a questa decisione, la lista provinciale del partito è esclusa dalle prossime elezioni regionali. I legali del centrodestra avevano impugnato l'ordinanza emessa dal Tar del Lazio, con la quale i giudici amministrativi avevano respinto la richiesta di sospendere il provvedimento di mancata ammissione alla competizione elettorale della lista Pdl provinciale di Roma - lista ripresentata lo scorso 8 marzo a seguito del decreto legge interpretativo - da parte dell'ufficio elettorale centrale presso la Corte di Appello.

Bocciato anche l'eventuale rinvio delle elezioni nel Lazio: si vota il 28 e 29 marzo. La Regione Lazio ha infatti respinto la richiesta avanzata da Vittorio Sgarbi di rinviare le elezioni regionali. "Non applicano le regole; è il fascismo globale: sono dei mascalzoni, dei delinquenti peggio dei comunisti e vanno presi a calci nel culo, e sono anche dei pedofili" ha commentato Vittorio Sgarbi a margine della manifestazione del Pdl in piazza San Giovanni, a Roma. "Con questo hanno deciso di perdere le elezioni, hanno dato la vittoria al centrodestra", ha sostenuto il leader della Rete Liberal. Quanto alla esclusione della lista del Pdl, il critico d'arte ha parlato di "ingiustizia di sostanza". "Dove potrebbero applicare le regole non le applicano: è fascismo globale".

La Regione Lazio ha respinto la richiesta di rinvio del voto avanzata da Sgarbi sulla base dell'applicazione del decreto salvaliste. La valutazione dei tecnici della Regione è che, riducendo i giorni di campagna elettorale garantiti da 15 a 6, il provvedimento consente di fare rientrare l'ammissione della lista Rete Liberal Sgarbi nei tempi consentiti. Il vicepresidente del Lazio, Esterino Montino, ha convocato una conferenza stampa nella sede della Regione proprio per motivare la decisione e spiegare i suoi effetti.

Intanto Sgarbi è pronto a chiedere i danni. "Il mancato posticipo delle elezioni regionali nel Lazio deciso oggi dalla Regione Lazio - dichiara il portavoce Roberto Amiconi - danneggia in maniera assurda la lista Rete Liberal Sgarbi, per questo chiederemo un risarcimento danni alla Regione Lazio pari a venti milioni di euro per non aver applicato la legge regionale da lei stessa emanata".

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