Pdl, Alfano boccia il governissimo. E rilancia l'alleanza col Carroccio

L'intesa tra Pdl e Pd su alcuni aspetti della riforma elettorale non autorizza a pensare che si vada verso un governissimo: a escluderlo è il segretario del Popolo della libertà, Angelino Alfano, con un'intervista rilasciata al Corriere della sera. Le larghe intese per Alfano sono "più un`aspirazione di Casini che una volontà del Pd1 e, mi pare di capire, del Pd: non abbiamo alcun accordo con il Partito democratico". "In ambito elettorale - aggiunge Alfano - ci presenteremo con una coalizione che speriamo possa essere ampia, vasta e che possa portarci al successo. Crediamo che i cittadini debbano sapere in anticipo da chi saranno governati, perché questa è una grande conquista dalla quale non vogliamo tornare indietro".
Alfano conferma che il Pdl intende cambiare il cosiddetto Porcellum: "Vogliamo restituire ai cittadini il diritto di scelta del loro parlamentare, ma senza eliminare la possibilità di scegliere il premier, o il saldo finale sarebbe negativo". Per il Pdl la priorità è "la riduzione del numero dei parlamentari, senza perdite di tempo e già a partire dalla prossima legislatura. Poi sicuramente una legge elettorale che stabilisca un rapporto più diretto tra eletti ed elettori".
Sul come realizzare questo rapporto, Alfano afferma nell'intervista: "Alle preferenze preferisco i collegi, sul sistema quel che conta è arrivare a un consolidamento del bipolarismo con un meccanismo elettòrale che metta il cittadino nelle condizioni di scegliere parlamentare e premier, senza totem né tabù e senza dover necessariamente copiare sistemi altrui". Poi aggiunge, riferendosi alla soglia di sbarramento: "Serve uno sbarramento molto alto. Perché se da un lato si pensa di limitare il premio di maggioranza per rendere più effettiva la corrispondenza con i voti presi, dall`altro non si può frammentare in modo esasperato il Parlamento, pena l`ingovernabilità del Paese".
Alfano affronta anche un tema scottante, in questi giorni segnati dallo scandalo Lusi-Margherita: "Serve un ripensamento del finanziamento pubblico ai partiti, con modalità all`americana, e comunque rendendo in qualche modo anche i cittadini partecipi qualora rimanga la componente del finanziamento pubblico. Il tutto in una modernizzazione dell`architettura dello Stato, con riforme costituzionali che se vengono fatte con i due terzi e avviate già prima delle amministrative, possono vedere la luce prima ancora delle prossime elezioni, in modo tale che il Parlamento possa lasciare un segno importante in questa fase dei tecnici".
"Pensiamo che il filo del rapporto tra noi e la Lega non sia reciso e la nostra alleanza non sia archiviata". Lo ha sottolineato il segretario del Popolo della Liberta'. "Speriamo - ha aggiunto - che anche in queste amministrative, nonostante arrivino nel momento di massima turbolenza, si possa collaborare, come il Pd sta facendo con Idv o con Sel, che pure si oppongono al governo Monti almeno quanto la Lega".


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