Pd/ Veltroni: sono e resterò fuori

Giovedì, 2 luglio 2009 - 20:02:00
Veltroni

In attesa della presentazione della piattaforma programmatica di Dario Franceschini, e di sapere se ci sara' effettivamente un terzo candidato, proseguono i posizionamenti dei vari esponenti del Pd. Un maxi striscione appeso alla balconata del Teatro Capranica recita "Bentornato Walter". Veltroni apprezza, ringrazia, ma ribadisce: "Io sono e restero' fuori, come avevo promesso".

L'ex segretario tiene a ribadire che non e' d'accordo con il 'nuovismo' a tutti i costi perche', "come tutti gli 'ismi', sono cose ideologiche", ma neanche "con chi dice 'basta al nuovismo', che poi significa 'difendiamo quello che c'era prima'". Veltroni rivendica il risultato del Pd alle politiche, quando a guidare il partito era lui, ricorda che "abbiamo recuperato milioni di voti dal 2007 al 2008, passando dal 22% al 33%" e dunque, aggiunge, se "abbiamo fatto, io piu' di altri, un grande errore e' stato quello di aver accettato che quel 33,6% fosse una sconfitta".

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E comunque, sottolinea, "trovo paradossale tutta questa discussione sulla vocazione maggioritaria. Per me o c'e' vocazione maggioritaria o non c'e' il Pd". Dopo la 'bufera' di ieri, oggi Debora Serracchiani e' tornata a spiegare, ma con toni meno tranchant, perche' abbia deciso di appoggiare Franceschini: "Si e' dimostrato coraggioso, innovatore anche in quello che ha detto quando ha deciso di candidarsi. Non posso non dare il mio apporto positivo anche appoggiando Franceschini. Lo voglio fare dicendo che c'e' una parte di partito cui dobbiamo tornare a parlare. Quella parte che magari alle europee ha dato le preferenze a me".
Al fianco di Franceschini si e' schierato l'ex segretario Ds, Piero Fassino: "Franceschini vuole scommettere sull'innovazione in ogni campo, non nuovismo mediatico dell'ultima ora. Per questo non basta proporre quello che si e' fatto fin qui, serve coraggio".

Quanto a Sergio Chiamparino, Fassino osserva: "La candidatura di Chiamparino sarebbe stata autorevole, forte, ma c'era il rischio di un logoramento e di una non comprensione da parte dell'opinione pubblica torinese". Il sindaco di Torino, che ha scelto di non scendere in campo come terzo sfidante, tiene invece a precisare "non faccio parte di nessuna delle due squadre in campo. Il mio unico impegno attivo nel partito adesso e' a livello locale, per la piattaforma attorno all'attuale segretario regionale. L'anno prossimo abbiamo le regionali e piu' si e' uniti meglio e'".

I 'quarantenni' del Lingotto non sciolgono la riserva su una loro possibile candidatura, ma non rinunciano all'idea di scendere in campo: Giuseppe Civati, il giovane dirigente del Pd lombardo conferma di stare "lavorando alla terza soluzione. E questa terza soluzione ci sara'". Veltroni non e' d'accordo con il 'nuovismo' a tutti i costi perche', "come tutti gli 'ismi', sono cose ideologiche". Ma non e' nemmeno d'accordo "con chi dice 'basta al nuovismo', che poi significa 'difendiamo quello che c'era prima'".

 

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