Pd e tangenti, malumori nel partito
Di Tommaso Cinquemani
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Questa mattina il Corriere della Sera ha pubblicato una lettera di Bersani, in cui il segretario del Pd chiede severità nel partito. E' d'accordo?
"Bisogna mantenere una linea molto rigorosa. E col caso Penati questa linea è stata adottata. Da subito con una sospensione dagli incarichi e poi con le dimissioni. Abbiamo avuto la reazione più giusta: fiducia nella magistratura, senza gridare al complotto come fanno altri. La differenza col Pdl c'è tutta".
Bersani afferma che il Pd non è diverso dagli altri partiti, ma si distingue perché si comporta in modo diverso. E' vero?
"Nessuno può escludere che ci siano comportamenti sbagliati in un partito così grande. La differenza è che oltre a selezionare il più possibile la classe dirigente, noi siamo immediati nel rispondere agli episodi, anche se ancora tutti da verificare. La prontezza della risposta che viene data ai cittadini è sempre stata la cosa più importante per noi".
Anche sul caso Tedesco?
"Nella vicenda Pugliese abbiamo sofferto un po' di più".
La lettera di Bersani risponde ad un turbamento nel Pd?
"Certamente. Anche perché Penati è stato molto vicino a Bersani. Ciò che colpisce lui colpisce Bersani. Però bisogna ancora verificare se i due imprenditori hanno detto il vero".
Secondo lei che cosa bisognerebbe fare per prevenire questi scandali?
"Selezionare sempre i nostri rappresentanti nel migliore dei modi. Fondamentale poi è garantirsi che uno non stia per sempre a fare una cosa, concetto che passa sotto il nome di rottamazione ma che è un principio di sanità mentale e politica. La selezione deve avvenire con la trasparenza delle primarie. Questo soprattutto per i parlamentari eletti col 'porcellum', altrimenti non sappiamo chi eleggiamo. Da ultimo ci deve essere uno stile politico molto limpido, senza gruppi di potere e chi li costituisce deve essere allontanato. Abbiamo bisogno di autoregolamentazione".



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