Pd/ Sud e questione morale: Marino prepara l'affondo
| Primarie Pd/ Bersani in testa (30-35%). Franceschini insegue (25-30%), ultimo Marino (8-10%) Il big rutelliano Mosella ad Affaritaliani.it: "Il Pd rischia la divisione" |
Di certo, in questo periodo, l'onorevole Michele Meta non si sta annoiando. Ex segretario regionale dei Ds nel Lazio, poi esponente di primo piano del Pd, è oggi il coordinatore nazionale della mozione di Ignazio Marino. Insieme a Goffredo Bettini costituisce il nucleo romano del gruppo che sostiene il senatore-chirurgo al congresso d'ottobre. Candidatura di cui conferma la novità e si attribuisce orgogliosamente l'idea, insieme allo stesso Bettini in un'intervista ad Affaritaliani.it. Ma Meta è anche il capogruppo democratico nella commissione Trasporti della Camera. Due week-end da "bollino rosso", e dopo l'esplodere nel primo dell'incubo-code sul Passante di Mestre, il barbuto parlamentare non fa sconti al governo: "E' mancato il coordinamento". Un'intervista, dunque, che scorre fra due correnti: quelle caotiche del traffico autostradale; e altre, pure temibili, che Meta ugualmente critica: quelle del Pd.
Lei è il coordinatore del gruppo che sostiene la mozione congressuale di Ignazio Marino. Di fatto, un bel pezzo di campagna se ne è gia andato. 
Michele Meta
"Fino alla candidatura di Marino, questo congresso sembrava destinato ad essere una specie di conta interna. La sua discesa in campo ha prodotto un effetto benefico. Ha incuriosito tanta gente, portandole ad iscriversi. Ha fatto bene al dibattito interno. Non solo riguardo alla laicità, ai diritti, ma alla forma partito. E alla crisi italiana, a partire dalla questione meridionale. Nelle prossime settimane redigeremo un manifesto per il Sud, tema poco presente nelle altre mozioni. Al primo punto metteremo la lotta contro le mafie, la meritocrazia, gli investimenti. E poi la questione morale, che nel Mezzogiorno è ingombrante e non va usata in termine strumentale per le bagarre congressuali, ma affrontata e risolta con risposte esaurienti".
Se alle primarie nessuno dei tre candidati raggiungerà la maggioranza, si andrà al ballottaggio. Avete già pensato ad uno dei due candidati per un'eventuale alleanza?
"Non sarà Marino ad arrivare terzo. Questa domanda dovrebbe porla agli altri".
All'inizio, nell'altra ala del gruppo pro-Marino, i cosiddetti "Piombini", c'era qualche preoccupazione per il ruolo che lei e Goffredo Bettini avreste ricoperto. Temevano una presenza un po' invadente.
"E' un tema che non esiste. La gestazione della candidatura di Marino risale a qualche mese fa. Fummo in pochi a chiderglielo, ma con grande convinzione. Sia Bettini, sia io, sia altri dirigenti del Pd, sentivamo l'esigenza di sbloccare un dibattito fermo, non all'altezza. E di individuare una terza candidatura. Non una qualsiasi, ma che producesse discontinuità. E all'orizzonte si profilava la disponibilità di Marino".



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