Pd/ I rimborsi? Marino replica: "Mai rubato. E' una storia falsa"
![]() Ignazio Marino |
“Ieri ho presentato il mio programma per il congresso del PD con un discorso apprezzato in sala e da chi guardava e commentava sul web. Purtroppo alcuni giornali hanno preferito occuparsi di polemiche create ad arte.
Il Foglio di oggi (venerdì, ndr) pubblica una lettera di 7 anni fa dell’UPMC, il centro medico dell’Università di Pittsburgh (USA) per cui ho lavorato per anni e che, insieme alla Regione Siciliana, è stato tra i promotori del centro mediterraneo per i trapianti (ISMETT) di Palermo. All’ISMETT sono stato amministratore delegato e direttore dell’attività clinica dal 1997 al 2002. La lettera, secondo il Foglio, contesta alcune irregolarità amministrative, in particolare su rimborsi-spese per circa 5 mila euro, erroneamente presentati. Chiariamo subito un primo aspetto: quella lettera è una normale corrispondenza di fine collaborazione di lavoro. In un contesto come quello statunitense, dove valgono i principi di merito e responsabilità, è normale che i privilegi che si accompagnano ad un incarico cessino al termine dell’incarico stesso, e che questo avvenga anche attraverso comunicazioni formali. Tra l’altro a quella lettera ne è seguita una seconda, firmata dal mio avvocato, che rettifica in maniera sostanziale il contenuto della prima.
| IL PD STA CON MARINO "Respingiamo con fermezza ogni tentativo di infangare il profilo morale di Ignazio Marino. Lavoriamo quotidianamente da tre anni con lui. Lo conosciamo bene e il suo comportamento in Senato in ogni situazione è sempre stato impeccabile sotto ogni profilo. E questo è un giudizio che con noi possono condividere tutti i senatori del Gruppo del Partito Democratico". È quanto dichiarano in una nota il presidente Anna Finocchiaro e i vicepresidenti Luigi Zanda e Nicola Latorre del gruppo del Pd in Senato. |
Qualcuno forse ricorderà che ho dovuto rispondere personalmente in tribunale per l’esclusione dall’appalto per la costruzione dell’ospedale di una società risultata priva della necessaria documentazione antimafia. Ma ho continuato a lavorare, tra difficoltà crescenti e mantenendo la mia ferma volontà di fare il massimo per garantire all’Italia, e alla Sicilia, un centro di trapianti d’eccellenza.
Alla fine, dopo aver constatato che non vi erano più le condizioni per continuare, sono tornato a fare il mio lavoro di chirurgo negli Stati Uniti. Le ragioni di quella scelta sono le stesse che mi hanno portato oggi a candidarmi a guidare il Pd: non adeguarsi mai, ma portare in Italia regole, merito, responsabilità, trasparenza.”



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.





















