Il Pd diventa'open', Bersani punta su lavoro

Venerdì, 21 maggio 2010 - 11:40:00


Bersani
Pierluigi Bersani

Pd e Udc fanno il punto sulla situazione politica, soprattutto sull'emergenza economica dopo che il governo ha confermato che la manovra per il 2011-2012 sara' pari a 27 miliardi di euro e dovrebbe avere un primo via libera nel Consiglio dei ministri di martedi' prossimo.

PD OPEN. Prende forma il profilo politico e programmatico del Pd, con l'Assemblea nazionale del partito (oggi e sabato) chiamata ad approvare una serie di documenti su temi come lavoro e welfare, universita' e ricerca, giustizia e riforme istituzionali. Pier Luigi Bersani metterà quindi un tassello alla sua idea del 'Progetto per l'Italia', con cui i Democratici dovrebbero essere in grado di dialogare con il Paese reale. Ma con il nuovo slogan 'Pd open' il segretario e il Partito dovranno confrontarsi anche con temi di attualita' politica a cominciare dalla manovra economica, su cui i silenzi di Tremonti generano nervosismo.

L'Assemblea porterà a Roma i mille delegati eletti alle primarie in concomitanza con la scelta del segretario. Li' ascolteranno la relazione di Bersani sui temi di attualita' politica, ma poi si divideranno in gruppi di lavoro per discutere e approvare dei documenti su sei temi concreti: etica pubblica e costi della politica, riforme istituzionali, Universita' e Ricerca, Lavoro e Welfare, Green economy, Giustizia, Europa. Altri quattro temi saranno al centro di un'altra Assemblea nazionale a settembre, dopo di che iniziera' una fase di confronto nella base che si concludera' entro fine anno con il 'Progetto per l'Italia', cioe', ha spiegato il vicesegretario Enrico Letta, 'le dieci parole con cui il Pd si confrontera' con il Paese reale'. Su questo Letta ha chiesto il contributo di 'tutte le anime' del Pd, comprese le minoranze. A tutto il percorso e' stato dato il nome di 'Pd-open. Prepariamo giorni migliori per l'Italia'.

Se da una parte si lavora sul medio e lungo termine, in vista delle elezioni 2013, dall'altra si affrontano le incertezze dell'agenda politica, con i ricorrenti dibattiti su eventuali governi di emergenza in caso di caduta di Berlusconi. Dario Franceschini, capogruppo alla Camera, dopo l'astensione del Pd sul federalismo demaniale, ha affermato di essere interessato al dialogo 'con la Lega del federalismo', da distinguere da quella che 'predica la secessione e discrimina gli immigrati'.

Un modo di dire al Carroccio che se dovesse cadere Berlusconi il Pd e' interessato a far proseguire la legislatura per approvare i decreti legislativi di attuazione del Federalismo. Ma intanto il Pd ha subito l'inaspettato scavalcamento da parte di Di Pietro che, assieme al ministro Calderoli, ha annunciato il si' dell'Idv al federalismo demaniale: primo voto di Idv assieme al centrodestra. Il fatto e' stato commentato all'Assemblea dei deputati del Pd, con Emanuele Fiano che ha sottolineato i rischi, al Nord come al Sud, di essere 'scavalcati' da Idv e di essere considerati 'ne' carne ne' pesce' e di 'non avere una posizione netta'.

Altro tema che genera nervosismo e' la manovra e i silenzi di Tremonti. La minoranza che fa capo a Franceschini chiedera' a Bersani di affrontare il tema. Enrico Letta ha invitato il premier Silvio Berlusconi a 'mettere la sua faccia a fianco della parola sacrifici' andando anche in Tv a spiegarli: richiesta 'pregiudiziale' per un dialogo con il Pd. Il timore di Letta e' che il governo tenti di far fare alle opposizioni le proposte piu' impopolari. Bersani nella relazione di sabato chiedera' di non colpire 'sempre i soliti' e incalzera' Tremonti a varare 'misure di equita''. Il Pd ha idee da portare sul tavolo, ha detto Bersani a chi lo ha sentito, ma spetta al governo l'onere di fare delle proposte precise.

LE PROPOSTE DE PD. Istituzioni ed Etica pubblica. Nelle favole la morale arriva alla fine, in politica all'inizio.. In linea con le scelte fatte dai padri fondatori della Repubblica, il Pd propone la sua impronta riformista: istituzioni più snelle ma nello stesso tempo più efficaci.Nelle favole, la morale arriva alla fine, in politica all'inizio: tagliare del 5% lo stipendio dei parlamentari e dei ministri va considerata come una vera provocazione. Potrebbe essere un punto di partenza considerando che nella scorsa legislatura, il governo Prodi aveva già realizzato un taglio del 30% dello stipendio dei ministri. Partendo dal presupposto dell'autonomia delle Camere, serve maggiore trasparenza. Ad esempio attraverso la certificazione dell'azione dei parlamentari e la retribuzione degli assistenti perché tutti i soldi che non hanno tale certificazione vanno restituiti all'erario.

Università e ricerca. Ultimo appello. Il mondo del Sapere sta vivendo una situazione critica. La causa principale sta nella pessima politica del governo fatta di tagli indiscriminati pari a un miliardo di euro per i prossimi tre anni. Il Pd si schiera con fermezza e convinzione dalla parte dei ricercatori, vittime di questa politica superficiale e sbagliata.

Lavoro. Il futuro dei giovani è un presente: io lavoro. Il lavoro è il vero dramma per i giovani. La disoccupazione o la precarietà segnano difficoltà profonde e deprimenti. Sono necessarie riforme e nuovi strumenti a tutela del lavoro e dell'occupazione. Primo punto: gli ammortizzatori sociali.

Green Economy. In italiano: un affare pulito. L'obiettivo del Pd è quello che il tema ambientale e le politiche della green economy siano un vero e proprio affare ovvero che corrispondano ad un punto in più del Pil. Valorizzando innanzi tutto il sud del Paese.

Giustizia. Sulla bilancia della giustizia dobbiamo avere tutti lo stesso peso. La riforma della Giustizia è un obiettivo fondamentale solo se vengano garantiti tre principi cardine: efficienza, tempi certi e uguaglianza per tutti davanti alla legge.

Europa. La nostra Europa è federale, la nostra Italia è unità. In questi momenti difficili per l'Europa e l'Euro occorre rilanciare con maggiore forza la proposta federale. È necessaria un'Europa unita sia economicamente, sia politicamente.

Entro l'anno, con la stesura delle dieci parole del programma del Pd, ci saranno 10 iniziative in altrettanti luoghi simbolici dell'unità dell'Italia. Bologna, Genova, Milano, Napoli e Torino saranno le tappe in 5 grandi città.

FACEBOOK BOCCIA IL PD OPEN. I sostenitori del Pd sul social network, interpellati sul profilo ufficiale del partito sul gradimento per il nuovo slogan, hanno risposto in modo fin troppo sincero: "Orrendo...al solito difettiamo pure in comunicazione e marketing...", ha scritto Davide. "Ma invece dei soliti slogan perchè non fate tante bei poster in cui spiegate le vostre proposte per l'Italia - suggerisce Luca -? Qui servono programmi, cacchio! Lo capite si o no?". E ancora Giorgio al quale bastano "4 parole: lo slogan è moscio". A Cinzia invece piace: "Si, ma forse dovrebbe essere un pò più incisivo...". "Prima i contenuti...siamo stanchi degli slogan", incalza Francesca. "So' anni che prepariamo facciamo ecc, ma in realtà non facciamo nulla. Mentre ci prepariamo loro governano", chiosa Simone.

SEMINARIO DELL'UDC. L'Udc ha dato appuntamento a Todi (da giovedì fino a sabato) per il seminario promosso dalla Fondazione Liberal-Popolare guidata dall'onorevole Ferdinando Adornato. L'Udc sembra aver ridimensionato le attese rispetto al seminario di Todi. In questa sede si e' discusso del progetto del 'Partito della nazione' che dovrebbe raccogliere le forze di centro in un'unica organizzazione (Udc e Api di Francesco Rutelli innanzitutto) ma non si dovrebbero fissare date certe per il suo lancio. Il segretario Lorenzo Cesa esclude intanto un ingresso del suo partito nel governo, come auspicato dal premier Silvio Berlusconi, e polemizza con la Lega che detterebbe l'agenda della maggioranza mettendo a rischio l'unita del paese in un momento di acuta crisi economica.

Adornato, aprendo i lavori del seminario, ha precisato: 'In attesa che Bossi cammini sulle acque del Po, diciamo che questo governo non e' il regno dei cieli, nessuno ha intenzione di entrarci ne' vi entreremo mai'. Il progetto, ha proseguito, e' un altro: 'Non quello di dar vita a una somma di organigrammi e nomenclature, ma superando Pd e Pdl e gli altri movimenti che da essi nasceranno, dare vita a un progetto che, attraverso una grande alleanza riformista, si candidi al governo del paese alle prossime elezioni politiche'.

La prospettiva delineata da Adornato ha ricevuto l'assenso di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, e l'esplicito interesse di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, oltre all'adesione di Giorgio La Malfa. 'Non abbiamo invitato al nostro seminario esponenti di altri movimenti o soggetti politici perche' risulti chiaro che non vogliamo far nascere un nuovo partito come somma di organigrammi e nomenklature', ha precisato Adornato nella sua relazione sottolineando che la nuova forza politica in cantiere 'sara' di ispirazione cristiana ma non saremo il partito della Chiesa'.

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