Pd/ Marino ad Affaritaliani.it: ritornare all'Ulivo è un passo indietro

Giovedì, 2 settembre 2010 - 09:30:00


Il senatore del Partito Democratico Ignazio Marino sceglie Affaritaliani.it per attaccare la linea del segretario Bersani: "Mi sembra che ritornare all'Ulivo e chiamarlo Nuovo Ulivo sia un passo indietro e non in avanti". E sulla legge elettorale annuncia: "Il sistema che mi convinvce di più è quello uninominale maggioritario".

"Io sono entrato in Parlamento eletto come indipendente nelle liste dei democratici di partito. Non avevo una tessera di partito. Appena entrato i dirigenti della Margherita hanno deciso di costituire il gruppo dell'Ulivo e hanno spiegato che l'Ulivo doveva essere il passo propedeutico ad un nuovo partito che raccogliesse in sé il riformismo italiano. Quello figlio della cultura cattolica e delle cultura socialista del nostro Paese. E hanno deciso che si chiamasse Partito Democratico. Io sono convinto di questa idea, sono convinto che negli italiani sia radicato un sistema bipolare: cioè ci siano coloro che si riconoscono in una politica conservatrice e coloro che si riconoscono in una politica riformista. E penso che il Pd debba avere l'ambizione di riunire attorno a sé tutti i riformisti del nostro Paese".
 
Ed ecco l'affondo contro Bersani: "Mi sembra che ritornare all'Ulivo e chiamarlo Nuovo Ulivo sia un passo indietro e non in avanti. E poi il problema non è a livello di nomi ma di contenuti; è una questione di essere presenti ad esempio sulla scuola. Il più grande licenziamento di massa della storia della repubblica italiana, 130mila persone. E soprattutto un progetto che dividerà il Paese: ci sarà la scuola per la figlia del ministro Gelmini, che immagino avrà accesso ai corsi d'inglese, ai corsi di musica, all'informatica e quelli che invece dovranno andare a una scuola pubblica impoverita, dove le mamme dovranno mettere la carta igienica nelle cartelle. Questo vuol dire dividere la società e andare contro la Costituzione, perché significa non offire a tutti le stesse opportunità".
 
"Il sistema elettorale che mi convince di più - spiega Marino - è quello uninominale maggioritario ma con l'imprescindibile selezione dei candidati non attraverso le segreterie del partito ma attraverso le primarie di circoscrizione. Cioè i cittadini si scelgono i loro candidati del loro schieramento e poi si confrontano con quelli degli altri schieramenti. Insomma, eliminare questo sistema che è davvero contro la democrazia perché affida nelle mani di 4 o 5 capi partito la scelta dei 945 parlamentali e la scelta del governo. Non mi sembra sia democratico".

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