Pd/ Franceschini sceglie il congolese Touadì vice
"Bisogna sfidare culturalmente la destra e svegliare il nostro paese perché l'Italia - aggiunge - è già una società piena di nuovi italiani e una delle battaglie più importanti è prendere coscienza che siamo una società multietnica e rompere il legame tra criminalità e immigrazione".
![]() Jean-Léonard Touadi |
La prima uscita pubblica di Jean Leonard Touadì come candidato alla vicesegreteria del Pd è dedicata "alle 14mila persone che sono morte cercando di raggiungere l'Italia". Perché lui, docente universitario di origine congolese, si ritiene "un privilegiato: sono riuscito a venire in Italia e ora ho l'opportunità di lavorare per il partito che mi ha dimostrato fiducia e per questo Paese".
Touadì ne ha parlato durante l'incontro che si è svolto al residence Ripetta di Roma. Con l'ironia che lo ha fatto conoscere ai tempi dell'assessorato alle Politiche giovanili, con Walter Veltroni sindaco di Roma, ha esordito: "La mia candidatura e' il frutto della lucida follia di Dario Franceschini. Io posso dire di essere emozionato, ma non posso dire di arrossire perchè nessuno mi crederebbe". Tornando serio, ha poi continuato: "Si parla molto di stagione post-ideologica e della necessita' di lasciarsi alle spalle le ideologie del Novecento. In questa scelta di Dario Franceschini ci leggo l'intelligenza di chi sa cogliere i cambiamenti profondi della nostra societa'. Non vi è dubbio", ha continuato, "che l'incontro delle culture è arrivato ad un punto maturo aiutato anche dall'innovazione tecnologica. Noi dobbiamo pensare il futuro e declinarlo sempre in questo senso, facendo scelte di rottura e innovazione".
LE REAZIONI/ "Mi pare un'ottima idea, per il valore della persona e per quello che questa scelta rappresenta. I tanti elementi simbolici racchiusi in Jean Leonard Touadi trovano rappresentazione concreta nella designazione da parte di Dario Franceschini come suo vice. Un caso raro in politica di coerenza tra le intenzioni dichiarate e quelle realizzate". Lo dichiara l'europarlamentare del Pd Sergio Cofferati, a proposito dell'annuncio da parte dell'attuale segretario del Partito democratico di chi sarà il suo vice in caso di vittoria.
"E' l'Italia del futuro, anzi del presente". Lo ha detto Debora Serracchiani commentando l'annuncio di Dario Franceschini, il quale ha dichiarato che se eletto segretario del Pd, il deputato di colore Jean Leonard Touadi sara' suo vice. "Politici d'origine straniera sono gia' stati deputati e alcuni, pochi, siedono tuttora in Parlamento - ha aggiunto Serracchiani - ma Franceschini con il suo annuncio ha aperto le porte dell'alta dirigenza di un grande partito a un uomo di colore, e questo - ha concluso - ha un forte valore simbolico".
ECCO CHI E'
Jean-Léonard Touadi, talvolta scritto Touadì secondo la pronuncia francese (Mbanza Nganga, 25 gennaio 1959), è un politico, accademico, scrittore e giornalista italiano, originario della Repubblica del Congo.
Touadi è uno dei pochi politici italiani d'origine africana, insieme a Dacia Valent, Khaled Fouad Allam e Souad Sbai, e uno dei non molti politici italiani di origine straniera.
Laureato in filosofia all'Università Gregoriana di Roma ed in Giornalismo e Scienze politiche alla Luiss, insegna alle Università di Bologna, Milano e Roma Torvergata. Dirige il programma di Rai Due e Rai Storia, Un mondo a colori (che ha pure condotto) e scrive per la rivista Nigrizia. È sposato con Cristina da cui ha avuto due figlie: Sophie-Claire (2005) e Sandrine (2007).
In Italia dal 1979, è stato assessore alla sicurezza, alle politiche giovanili e ai rapporti con le università del Comune di Roma, nella giunta di Walter Veltroni. Eletto parlamentare con l'Italia dei Valori, nelle elezioni politiche del 2008, è il primo parlamentare di colore della storia italiana.
L'11 luglio 2008 comunica - in una lettera aperta a Antonio Di Pietro - la sua uscita dal gruppo parlamentare di elezione e il suo passaggio al Partito Democratico, esprimendo dissenso nei confronti di una manifestazione di piazza, organizzata da MicroMega e sostenuta dall'Italia dei Valori, nella quale erano stati mossi attacchi nei confronti del Presidente della Repubblica e del Papa.
Il 23 giugno 2009 è stato protagonista assieme alla parlamentare Pd Anna Paola Concia di una campagna Arci contro le discriminazioni e il razzismo.



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