Pd: Franceschini annuncia la candidatura sul web

Mercoledì, 24 giugno 2009 - 13:53:00

Franceschini ricorda: "Sono stato chiamato a guidare il Pd quattro mesi fa, in un momento difficile, quando troppi anche tra di noi, pensavano che il nostro destino fosse segnato, un declino inesorabile, la fine del nostro progetto di unire i riformismi italiani di fronte all'inesorabile crescita della destra. Invece - sottolinea il leader Pd - tutti ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo capito che con un avversario come quello che abbiamo di fronte proseguire con le divisioni e la litigiosità interna sarebbe stato colpevole e fatale e abbiamo semplicemente cominciato a parlare dei problemi e delle speranze degli italiani e proposto soluzioni, alzato la voce sulle assenze e falsità del governo e oggi, forse, potrei dire missione compiuta, abbiamo arginato la destra e dato un futuro al progetto del Pd. Il quadro che abbiamo davanti e' cambiato". Certo, non nasconde Franceschini, "avevo detto che il mio lavoro finisce ad ottobre. Pensavo che raggiungendo questi risultati fosse possibile al congresso lasciare il testimone alle nuove generazioni più libere da vecchi rancori e appoartenenze". Invece, "in questi giorni purtroppo ancora prima dei ballottaggi ho visto riemergere molti degli errori compiuti, dal protagonismo alla litigiosità sui giornali".

"Costruiremo un partito rinnovato e aperto, radicato con i suoi circoli in ogni comune, in ogni quartiere. Un partito in cui si studia e si fa formazione politica, in cui si discute e si decide, in cui soprattutto si torna ad ascoltare". Il Pd sarà un partito, assicura, dove "si ascoltano gli italiani: le loro proteste, le loro paure, le loro speranze. Un partito che comincia a lavorare, con pazienza e tenacia, per costruire una nuova alleanza in grado non solo di battere la destra ma poi di governare efficacemente. Un partito che oggi - prosegue ancora Franceschini - cerca di fare il bene del proprio Paese anche stando all'opposizione. Che è pronto a confrontarsi, nella chiarezza e nella distinzione dei ruoli, perché il Parlamento metta in campo le misure di emergenza che servono per fronteggiare la crisi e sostenere i più deboli e i meno protetti nel mondo del lavoro e dell'impresa, ma che è anche disponibile ad un confronto immediato su quelle riforme strutturali che sono indispensabili per la nostra economia e il nostro sistema paese".

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