Pd/ Castagnetti ad Affari: "Vendola non sarà il nostro candidato premier"
Di Francesco Cocco 
Nichi Vendola
"Nel Pd alcuni ex popolari non si sentono valorizzati. Nichi Vendola è un ottimo alleato, ma il Partito democratico è in grado di esprimere un proprio candidato premier. L'Api? Non ci ha sottratto voti e non ci preoccupa". L'ex segretario del Partito popolare, Pierluigi Castagnetti è un politico esperto. Oggi che è uno dei principali esponenti di provenienza cattolico-democratica rimasti nel Pd, ci tiene a non alzare i toni. Ma con Affaritaliani.it parla chiaro: sulle mosse che dovrà compiere il partito guidato da Pierlugi Bersani, sulla gestione del partito e al rapporto fra le componenti ex-Ds ed ex-Dc.
L'ex segretario democristiano dell'Emilia Romagna ammette che oggi nel Partito Democratico ci sono delle "polemiche interne". Questioni che, puntualizza, "vanno scemando e hanno a che fare con alcuni comportamenti". Quando gli si chiede di essere più preciso, Castagnetti non si fa pregare. "Mi riferisco - spiega - al profilo, alla struttura organizzativa: coinvolgimenti ed emarginazioni. In periferia ci sono democratici provenienti dal partito popolare che non si sentono valorizzati abbastanza". Giusto un accenno Castagnetti lo riserva alla polemica sul termine "compagni", rispolverato da Bersani con successiva rivolta di alcuni esponenti non provenienti dal mondo Ds. "E' una polemica che in sé non ha alcuna valenza", minimizza.
Qualche malumore in più si dice abbia suscitato fra gli ex popolari la nomina di Massimo D'Alema alla presidenza della Feps, la Fondazione europea di studi progressisti (di stampo socialista). Ma Castagnetti nega: "Io non ho visto malumori. Si è solo voluto precisare". E ricorda cosa: "In un articolo del direttore di Italianieuropei, (la fondazione guidata da D'Alema, ndr) Andrea Peruzy, pubblicato sul Foglio, c'era, piuttosto evidente, una nostalgia socialista e la propensione a rimettersi in quella logica. Su questo la nostra posizione è differente". E non poco. "Credo che si sia esaurita, dopo un secolo, la stagione del socialismo, anche a giudicare dai risultati elettorali. Inutile star lì a consolarci. Se non contiamo la Spagna, dove i sondaggi elettorali per il Psoe di Zapatero sono infausti, i socialisti governano in paesi che rappresentano in tutto il 4% del Pil". E allora: "E' possibilie agganciare il nostro partito, che ha delle difficoltà perché ha investito sulla novità, a un carro che sta marciando su un binario morto?". La risposta, dal punto di vista di Castagnetti, è ovviamente no.
Intanto è nata l'Api di Francesco Rutelli che ha canalizzato parte delle forze cattoliche del Pd. Ma anche su questo l'opinione di Castagnetti è diversa. "L'Api non ha canalizzato voti, si è visto alle ultime elezioni. Ha raccolto una decina di adesioni di parlamentari, ma mi pare che come iniziativa politica non sia preoccupante per il Partito democratico". Un partito, il Pd, in cui tanti guardano con intersse a Nichi Vendola e alle sue Fabbriche. "Vendola - risponde Castagnetti - è un ottimo alleato del Pd, è una persona molto seria. L'ho sostenuto anche nella fase delle primarie ma non mi pare abbia alcuna intenzione di qualificarsi come democratico". Nel senso di esponente del Pd, ovviamente. Ma Pierluigi Castagnetti si riconoscerebbe in un Vendola candidato premier? Un sorriso e pochi dubbi: "Il Partito democratico è in grado di esprimere un proprio candidato".



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