Pd/ La Bonino: o Binetti o io è una logica che non mi appartiene
"Io non vivrei mai una militanza di partito alla maniera in cui la vive Paola Binetti: per me non esiste l'alternativa 'O lei o me', e' qualcosa che mi e' estraneo e io non vivrei mai un partito cosi'". Lo ha detto la senatrice Emma Bonino, candidata del centrosinistra alla regione Lazio, nel corso della trasmissione 'In 60 minuti' sul Gr Parlamento. "Fa impressione - ha aggiunto Bonino - che faccia meno notizia il fatto che dei cattolici altrettanto rispettabili come Giulia Rodano o Franco Marini rimangano nel partito e mi sostengano".
BERSANI DISPIACIUTO. Bersani fa un lungo comunicato per dire che è "dispiaciuto davvero, più delle altre volte". Di quando cioè, è andato via Francesco Rutelli con Donato Mosella, Marco Calgaro per creare l'Api, raggruppamento di centro, e Renzo Lusetti, Dorina Bianchi, Enzo Carra che invece hanno preceduto Binetti nell'Udc. Quindi, al segretario Pd dispiace, ma non può "condividere le sue motivazioni". Per Binetti è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, anche se la giornata per l'annuncio, spiega, è stata scelta soprattutto perché "sono gli 80 anni della fondazione della sezione femminile dell'Opus Dei". Ha incontrato molti amici "che condividono la mia scelta". Ne ha parlato con alti prelati, Ruini ad esempio? "Ne ho parlato con molti, con monsignor Fisichella, con monsignor Ravasi... la deriva zapaterista del Pd non posso accettarla, non posso restare con Emma Bonino. Ho aspettato un segnale dal partito, ma Pannella ha dato l'alt a Ceccanti, il democratico cattolico che avrebbe dovuto scrivere il programma elettorale con Bonino. Bisogna fare un grande centro, mi auguro che Rutelli si fonda con l'Udc. Sono contenti che vada via dal Pd? Sono contenta per chi è contento, grazie a Dio me ne sono andata. Ma molti sono dispiaciuti".
BINDI: PD SIA PER TUTTI SCUOLA DEMOCRAZIA PLURALE. "Come Castagnetti da democratica sono dispiaciuta per l'uscita di Paola Binetti e come Parisi e Monaco penso che l'equivoco con il quale Paola Binetti entrò prima nella Margherita e poi nel Pd sia all'origine di questa decisione. E Bersani ha ragione quando dice che il PD non è un condominio e che per starci è necessario accettare la fatica dell'incontro con le idee degli altri". Rosy Bindi commenta così l'addio dal Pd annunciato da Paola Binetti. "Da cattolici si sta nel Pd non con la nostalgia democristiana ma con la speranza della sintesi plurale. Penso comunque da presidente pro tempore dell'Assemblea del partito e soprattutto come persona che ha sempre creduto e scommesso in questo progetto che sia arrivato il momento di fermarci, di provare a fare una riflessione, di interrogarci. Forse la responsabilità non è solo di chi se ne va ma anche di chi avendo responsabilità non riesce a capire il disagio di tanti, non solo a livello nazionale, ma nei tanti territori dove ogni giorno ci si chiede se il partito è proprio quello che abbiamo voluto", aggiunge il Presidente del Pd. "Forse non siamo ancora riusciti a fare del partito una scuola di democrazia plurale per tutti, compresi alcuni cattolici con tentazioni integraliste. E il nostro impegno elettorale non giustifica il rinvio di una seria riflessione. Sono convinta che alla democrazia italiana sia indispensabile il contributo del cattolicesimo democratico e che questo debba esprimersi nell'incontro con altre culture e non in forme identitarie. Se il Pd non è lo strumento anche per rendere fecondo il contributo del cattolicesimo democratico che tanto ha dato all'Italia - conclude - viene meno a una parte fondamentale della sua missione".
ESULTA IL POPOLO DELLA RETE. Su Facebook impazzano commenti soddisfatti: "Ciao, cilicio"; "Grazie signore grazie"; "L'avevo detto che se nevicava a Roma, qualche altro miracolo sarebbe accaduto...".



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