Pd/ E' Penati il braccio destro del segretario Bersani
| Come anticipato da Affaritaliani.it, sarà Filippo Penati il braccio destro di Pierluigi Bersani. Dovrebbe coordinare l'ufficio politico e lavorerà ai dossier più spinosi, dal partito alle alleanze Addio Pd/ Massimo Calearo ad Affari: "Mai con il Cav. Non sono peronista" Il valzer gattopardesco di dalemiani e veltroniani intorno al bambino di Bersani |
Bersani usa i contenuti toni sobri, saluta la platea ("cari democratici e democratiche, amici e compagni") e, fin da subito, indica la strada che vuol far percorre al Pd: "E' possibile immaginare un grande partito in cui organizzazione ed apertura alla società si tengono, non sono in tensione o in alterità ma possono rafforzarsi reciprocamente". Da questo nascerà un partito che sia in grado di preparare "l'alternativa". Un compito "che richiede un lavoro importante per durata e per profondità. E' inutile cercare scorciatoie o immaginare strade senza inciampi".
I numeri. Questi i risultati ufficiali delle primarie: Ignazio Marino 12,51% (131 membri dell'assemblea), a Dario Franceschini il 34,1% (339 membri) e a Pier Luigi Bersani il 53,3% (530 membri).
Le nomine. Rosy Bindi, su proposta di Pier Luigi Bersani, è stata eletta presidente dell'Assemblea del Pd. Enrico Letta è stato invece eletto, a larghissima maggioranza, vicesegretario del partito. Nuovo tesoriere è Antonio Misiani.
Per Fioroni il segretario starebbe pensando a un incarico in segreteria. Qualcuno ipotizza addirittura il coordinamento, ma su questo Bersani non ha ancora sciolto le riserve. La segreteria sarebbe composta di giovani e di alcuni responsabili di settore, mentre l'ufficio politico rappresentera' la direzione piu' strettamente politica, composta dei leader del partito, di fatto il cosiddetto 'caminetto', da convocare in occasione dei passaggi piu' complicati e cruciali del partito.
"Ho detto più volte che non credo al partito di un uomo solo ma ad un collettivo di protagonisti". Bersani rilancia così la sua lotta al populismo, al partito basato solo sul leader. "So bene - aggiunge Bersani- che la formazione di un collettivo deve avere forme nuove e contemporanee ma rinunciarvi, per un partito popolare, non sarebbe andare avanti, sarebbe regredire. Dunque, mi rivolgo a voi non come ci si rivolge ad una folla ma come ci di rivolge al largo gruppo dirigente del nostro partito corresponsabile con me di questa nostra straordinaria avventura".
Riforme. Rafforzamento delle funzioni di governo e Parlamento, moderna legislazione sui partiti, nuova legge elettorale (con un confronto in Parlamento ma disposti anche a una legge di iniziativa popolare), nuove norme sui costi della politica. Sono questi i quattro temi indicati da Bersani come prioritari nelle riforme istituzionali per il Pd. Riforme che saranno legate "al confronto in Parlamento e non al dialogo che è una parola malata".
Giustizia. Bersani non nasconde i punti critici di una giustizia "che e' un servizio inefficiente e negato a gran parte dei cittadini''. Ma ogni riforma, a partire da quella della giustizia, deve fare i conti con "l'insuperabile interferenza di questioni che si riferiscono alla situazione personale del premier e dall'aggressivita' e dalla volonta' di rivincita scagliate contro il sistema giudiziario e la Magistratura''.
Economia. Si parte dalla crisi e da come il governo l'ha affrontata e dal lavoro "che è il problema numero uno del paese e deve essere il primo impegno del nostro partito". Bersani è critico con l'esecutivo. "La crisi non è psicologica, non è una nuvola passeggera, non l'abbiamo alle spalle. Nessuno vuol fare il pessimista o il catastrofista, ma pretendiamo che si riconosca che abbiamo un problema serio". Il Pd, assicura il segretario, è pronto a far la propria parte "ma se continuiamo a sentirci dire che il problema non c'è o che si può aggiustare con palliativi per diventa difficile discutere". Anche stavolta Bersani articola la sua agenda su quattro punti: una nuova politica dei redditi, una maggiore attenzione per i giovani, un rivisitazione della legislazione dell'immigrazione e la necessità di uno sguardo "di prospettiva" sull'impianto del sistema pensionistico. Poi la sottolineatura che Marino gli aveva chiesto più volte: no al nucleare e via libera all'economia verde.
Sulla crisi economica che sta attanagliando il nostro paese il Governo sta facendo ''il gioco delle tre carte'' e l'opposizione chiede che ''almeno si riconosca che abbiamo un problema serio, un problema che non si risolve da se', un problema che gli altri non risolveranno per noi'', afferma Pierluigi Bersani. Il segretario del Pd ha, quindi, detto di ''pretendere'' che il governo ''dopo 17 mesi, si rivolga al Parlamennto e al paese con una analisi realistica e con proposte e intenzioni che mostrino finalmente la consapevolezza della situazione internazionale e nazionale''. ''La crisi - ha quindi detto - non e' psicologica, non e' una nuvola passeggera, non l'abbiamo alle spalle, e questo non significa fare il pessimista o il catastrofista''.
Federalismo. "Propongo come prima iniziativa di mobilitazione del Pd un'assemblea di mille amministratori del Pd aperta ad amministratori di ogni schieramento per denunciare il federalismo delle chiacchiere ed affermare quello dei fatti" E' questa la proposta che Bersani accompagna ad un affondo contro il Carroccio: "Non si pensi, a cominciare dalla Lega, di poter raccontare qualsiasi favola con noi che stiamo zitti".
Organigrammi. Oggi l'assemblea eleggerà Rosy Bindi presidente, la direzione di 120 membri e nei prossimi giorni i nuovi capigruppo. Resterà fuori dalla vita attiva del partito Romano Prodi anche se da giorni è partito un tam tam in rete perchè gli sia riconosciuto il ruolo di presidente onorario.
Temi etici. Pier Luigi Bersani affronta il tema del comportamento del partito verso i casi legati all'etica. Sui 'temi etici di frontiera' il Pd deve avere ampia dialettica, liberta' di espressione. Mentre servono linearita' e affidabilita' nei comportamenti dei rappresentanti del partito per quanto riguarda scelte piu' concrete come 'le questioni relative al tracciato di una strada o a un termovalorizzatore'.
Alleanze. Pier Luigi Bersani ha indicato nel ''posizionamento'' nel quadro politico italiano uno dei punti centrali su cui ci deve essere chiarezza. E ha confermato dialogo e possibilita' di alleanze con tutte le forze di opposizione. Alleanze possibili e auspicabili anche con i soggetti non presenti in parlamento. In questo quadro Bersani ha posto un confine verso la sinistra radicale, verso Rifondazione comunista, verso la quale ha detto non ci sono prospettive di alleanza, anche se il dialogo va mantenuto specie sui temi della democrazia del nostro paese. ''Ho detto all'inizio: costruire il Partito, promuovere l'alternativa. Noi siamo il Partito dell'alternativa; preferisco dire cosi' -ha spiegato Bersani- perche' l'idea di alternativa contiene sicuramente il concetto di opposizione ma non sempre il concetto di opposizione contiene quello di alternativa. Vediamo bene sia la forza che oggi Berlusconi esprime, sia d'altra parte, l'impossibilita' di disegnare un orizzonte credibile per il Paese e per la sua stessa maggioranza politica. Dal lato nostro non ci sfuggono certo l'articolazione e la disomogeneita' delle forze di opposizione. Ma le cose non si muoveranno se non ci muoveremo noi. Quello che conta adesso, soprattutto, e' il nostro posizionamento''.
E passando al concreto degli schieramenti, ha aggiunto: ''Noi ci rivolgiamo con apertura ampia e generosa a tutte le forze di opposizione, riconoscendone la specificita' e lavoreremo perche' si accorcino le distanze fra noi. Chiediamo agli altri di fare altrettanto; chiediamo che nessuno si sottragga alla responsabilita' di offrire agli italiani una alternativa. E' un percorso non breve e certamente non sara' senza inciampi e contraddizioni. Ma tutti adesso sanno che possono discutere con noi in un clima costruttivo e di reciproco rispetto. Questo vale per le forze che sono in Parlamento (L'Italia dei Valori, l'Unione di Centro, i Radicali) sia con forze che non sono in Parlamento (Sinistra e Liberta', Verdi, formazioni civiche, formazioni di origine socialista e repubblicana)''.
''Sui temi della democrazia -ha detto ancora Bersani- abbiamo aperto un canale di comunicazione e di confronto anche con formazioni con cui non abbiamo prospettive di alleanza come Rifondazione Comunista. Con questo sguardo ampio e ben consapevoli di tutte le necessarie articolazioni opereremo per avvicinare le posizioni sui temi istituzionali ed elettorali e su quelli economici e sociali. Con questo stesso sguardo ampio opereremo in vista delle elezioni regionali ed amministrative; con l'obiettivo cioe' nel rispetto della dimensione federale, di allestire coalizioni democratiche e di progresso che possano scegliere e promuovere le candidature migliori, anche avvalendosi dei percorsi di partecipazione''. ''Care Democratiche, cari Democratici, cari Amici, cari Compagni, lo dicevo all'inizio -ha concluso Bersani- e spero di essere stato compreso. Mi sono rivolto a voi come ci si rivolge ad un largo gruppo dirigente e in modo consapevole sia della rilevanza e della difficolta' del nostro impegno sia della grande forza che possiamo esprimere. Tutti noi, assieme, metteremo fiducia nel progetto, tenacia e solidita' nel perseguirlo; e soprattutto davanti alla sfida nuova sapremo rinverdire gli ideali che ci hanno portati alla politica ricavando da li' energia e generosita'. Perche' in fondo la sostanza sta proprio qui. Un Partito giovane ci chiede di essere giovani nel cuore''.
FRANCESCHINI A MARINI: NON VOGLIAMO POSTI. 'Area democratica' e' nata per rappresentare posizioni politiche, non per chiedere posti. Franco Marini e' mosso da istinto protettivo, ma noi non abbiamo chiesto ne' chiediamo posti. La scelta di fare un vicesegretario e non due e' una scelta di Bersani ed e' legittima'. Lo ha detto Dario Franceschini, accolto da un applauso all'assemblea federale del Pd. 'Non dobbiamo avere paura di un dibattito tra di noi. La nostra gente e' stata piu' avanti di noi, andando alle primarie dopo il dibattito tra di noi. Stiamo vivendo una seconda nascita, abbiamo provato che il partito esiste, non NON dobbiamo avere lo stesso timore che il dibattito sia troppo articolato. Serve il coraggio di affrontare un dibattito vero. Noi, di 'area democratica' porteremo le nostre idee'. A Bersani che ha parlato per le primarie di vittoria di tutti, Franceschini ha fatto presente che pero' 'se Le vittorie sono di tutti, lo saranno anche le sconfitte'. E dunque se oggi ci si chiede se vogliamo 'sostenere lealmente chi e' chiamato a guidare il partito, noi diciamo di si'".
''Si' alle alleanze ma no al ritorno alle frammentazioni dell'Unione''. Procedere sulla strada delle primarie, ''grande prova di maturita' del partito''. ''Pronti a lavorare insieme'' al nuovo segretario Pierluigi Bersani ma no ad un partito in cui ''una identita' prevalga sull'altra''. Questi i temi toccati dall'intervento (che ha ricevuto una buona dose di applausi) dell'ex segretario Dario Franceschini dal palco dell'Assemblea nazionale del Pd. Franceschini ha detto di aver avvertito ''preoccupazioni e timori giunte fino a questa assemblea'' sulla bonta' della scelta delle primarie ''come se non si fosse maturi per questo passo e non ci fosse la necessaria maturita' per reggerne l'impatto. Una preoccupazione, pero' - ha tagliato corto Franceschini - piu' presente nei gruppi dirigenti che nel nostro popolo''. Franceschini ha poi chiesto ''il coraggio del dibattito interno'', riconoscendo all'intervento di Bersani lo sforzo di aver ''cercato di recepire punti presenti nelle altre mozioni''. ''Come 'Area democratica' - ha poi aggiunto - cerchiamo un disegno di unita' e non chiediamo posti. Il Pd e' nato, pero', sul rispetto delle diversita' e deve restare cosi' perche' tutti si possano sentire a casa propria. Da qui il mio 'no' - ha poi detto Franceschini - ad un partito dove una identita' prevalga sull'altra anche perche' i partiti identitari sono finiti da tempo''. Sul tema delle alleanze, invece, Franceschini, ha detto di sottoscriverne la necessita' (citando soprattutto l'Udc) ma ha respinto l'idea che si torni ''alla litigiosita' e alla frammentazione dell'Unione''. Da qui la difesa di quello che e' stato definito il ''saggio'' sbarramento al 4 per cento e la necessita' che si proceda ''alla semplificazione delle forze anche nel nostro campo''. ''Un partito che fa opposizione - ha poi chiarito Franceschini - deve anche preparare l'alternativa, sperimentando ora con quali forze questa e' possibile nella pratica e non sommando solo sigle, ma cercando una cultura comune''.
BONINO: DISPONIBILI AD ALLEANZE MA DIPENDERA' DA BERSANI. 'Siamo disponibili a rischiare un'alleanza seria, se se ne presentano le condizioni. Speriamo che venga a dirci qualcosa in proposito al nostro congresso,che si apre giovedi''. Cosi' Emma Bonino, vicepresidente del Senato e storico leader radicale ai microfoni di CNRmedia a proposito delle aperture di Bersani ad ampie alleanze nel centrosinistra. 'Coalizioni o alleanze elettorali sono sempre disponibili, - continua la Bonino - noi abbiamo gia' aperto su questo punto, ma certo dipendera' dai temi e dalla linea politica che il segretario del PD decidera' di assumere', ha concluso.
LE REAZIONI/ "Nella relazione di Pierluigi Bersani si colgono toni più misurati rispetto al recente passato. Sul piano dei contenuti invece il nuovo segretario del Pd si muove in perfetta continuità con il passato, con una relazione deludente, priva di quel coraggio che sarebbe necessario per affrontare i problemi del Paese e la creazione di un reale equilibrio fra i poteri dello Stato, premessa essenziale per il corretto funzionamento della democrazia". Lo dichiara Sandro Bondi, coordinatore del Pdl.
"Dobbiamo essere sia costruttori che proprietari di questo edificio nuovo. Di certo nessuno e' mai riuscito e mai riuscira' a sfrattarmi da casa mia!". Beppe Fioroni commenta cosi' scherzando con i giornalisti la giornata di oggi e l'avvio della segreteria Bersani unita alle defezioni dal partito. Fioroni definisce "valutazioni malevole" quelle di chi ha letto nelle parole di Franco Marini un suo tentativo di aprire la strada a incarichi di partito per Fioroni. "Ieri avevamo da tempo convocato una riunione di ex popolari. L'ho rinviata apposta di una settimana per evitare che si pensasse a questo, ma il tema della nostra forza resta. Quello che pongo io e' un problema politico e mi pare che anche Bersani nella replica abbia riconosciuto che la defezione di Rutelli non e' un problema politico ma va gestito in modo politico. Bersani mi e' piaciuto sui temi etici e sulla liberta' di coscienza che e' un diritto sacro, resta ancora qualcosa da dire sui temi della politica dei redditi e della presenza dei cattolici. Detto questo oggi e' stato fatto un grosso passo avanti".


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