Scoppia la bagarre tra i giovani del Pd

Giovedì, 8 aprile 2010 - 15:40:00

E' bagarre tra i Giovani democratici, il movimento giovanile del Partito democratico, su quella che viene ritenuta l'adesione di fatto allo Iusy (International union of socialist youth), l'Internazionale socialista giovanile. Al recente congresso di fine marzo a Bommersvik in Svezia, infatti, Federica Mariotti, componente della direzione nazionale del Pd e dell'esecutivo nazionale dei Gd, è stata eletta tra i 16 vicepresidenti dello Iusy. Si riproduce cosi', su scala giovanile il contrasto che aveva portato il Pd a non aderire al gruppo del Partito socialista europeo e a determinare la costituzione al Parlamento di Strasburgo del gruppo Asde, Alleanza progressista di socialisti e democratici. Un gruppo di giovani rimprovera al segretario nazionale dei Gd, Fausto Raciti, di aver determinato "un vero e proprio ingresso nella famiglia" socialista. "Il modo in cui tale scelta e' maturata - affermano - non risponde alle naturali e doverose esigenze di un'organizzazione politica giovanile come la nostra, che deve fare della pluralita', della democrazia e del cambiamento delle vecchie liturgie un motivo di forza e di crescita".

E anche se Raciti ha detto che l'obiettivo dei Gd e' quello di "portare lo Iusy verso il riformismo moderno, superando l'approdo socialista, non vi e' stato dibattito su questa adesione, sulla composizione della delegazione, sulle piattaforme programmatiche in discussione. Insomma il processo non e' stato guidato in maniera positiva e plurale". In particolare, viene denunciato il mancato "coinvolgimento della direzione nazionale dei Gd e dei segretari regionali, che avevano partecipato a una conversazione interlocutoria sul tema e che poi non sono stati informati sull'evoluzione della vicenda e sulle dinamiche congressuali".

Per i contestatori della 'scelta' socialista, i Gd dovrebbero impegnarsi "subito per il passaggio dello Iusy dall'approdo socialdemocratico a quello progressista e democratico, cosi' come ha fatto il Pd al momento della scelta sulla collocazione europea. L' identita' dei Gd non puo' esclusivamente essere ancorata alla visione filo-socialista, ma deve guardare oltre la siepe e occorre premere sull'acceleratore del cambiamento anche a livello internazionale, in modo che i Giovani democratici si caratterizzino per l'essere lievito del riformismo del nuovo millennio, un riformismo che nasce dalle grandi tradizioni liberali, socialiste, ambientaliste, radicali e cattolico-democratiche e che ha l'ambizione di farne sintesi e superarle. Se non fossimo in grado di fare cio' dovremmo assistere al fallimento della nostra politica e al decadere delle vere ragioni costitutive della nostra organizzazione".
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