Pd/ I sottomarini di Civati
'Unioni civili, una legge come in Uk'. Pd, ecco le proposte di Ignazio Marino Marino "allontanato" dalle Università di Pittsburg e Palermo? Veleni sul candidato e polemiche nel Pd

Camera del Lavoro, Milano - Il Blackberry Reportage
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"E' necessario essere riformisti ma con un'anima rivoluzionaria". Ignazio Marino sbuca dal fondo della sala dov'era nascostamente seduto tra i militanti e, sulle note di Viva la Vida dei Coldplay, raggiunge il palco fra abbracci e strette di mano di un pezzo di popolo del Pd: tanti sostenitori di base, la società civile, molti giovani, moltissime donne e pochissimi mandarini e squaloni d'apparato. Cita Barack Obama e scuote la sala affollatissima della Camera del Lavoro di Milano con un discorso caldo e appassionato di diciotto cartelle nel quale annuncia di voler ridare vita e speranza al PD delle origini, “il PD del Lingotto”.
Il modo per farlo? “Parlare con la gente nei luoghi aperti al dialogo e non parlare della gente nelle stanze del potere”.
Marino sceglie con accuratezza, nelle molte citazioni, volti e parole altamente simbolici: "Abbiamo libertà, volo coraggio, abbiamo le doti che Robert Kennedy diceva essere della gioventù". O anche, citando il Vangelo di Matteo: "Il sì è il sì, il no è no, tutto il resto è del maligno".
Molti i "basta" del suo discorso sulla "democrazia calpestata", che mortifica e svaluta il ruolo del Parlamento producendo un "cambiamento materiale della Costituzione". Democrazia che non esiste "quando vengono considerati delinquenti gli ultimi della Terra, quando i bambini non hanno scuole, quando in economia non ci sono leggi chiare e limpide, quando la sanità non è alla portata di tutti”.
LA VIDEOINTERVISTA
Passaggi contro, particolarmente apprezzati da una base stanca dei vertici autoreferenziali del partito. Una base che si mostra già innamorata di questo spiazzante uomo di scienza che non viene dagli apparati o "appartati", "che fanno poche tessere o ne fanno troppe" come li ha dipinti, sferzante e ironico come sempre, il raffinato ideologo del gruppo, il giovane filosofo Pippo Civati. Un uomo schivo e misurato,Marino, che arriva dalle sale operatorie e dalla sofferenza ma esalta anche, a sorpresa, la "cultura del merito" appresa negli Stati Uniti. Un politico nuovo, che possiede in gran quantità quella diversità e discontinuità ritenute indispensabili per salvare e rilanciare un grande partito della sinistra riformista italiana in forte crisi di identità e di voti. Un partito, come cesella Civati "in cui si sappia dove vanno a finire i soldi del rimborso elettorale, in cui si sa chi è tesserato, in cui si sa chi vota alle primarie. E in cui siamo finalmente chiamati a decidere, perché non è mai successo".
E Marino mostra di saperla galvanizzare, questa base, sull'orlo di una crisi di nervi a causa dei "giochi e giochetti di potere" dei D'Alema e dei Rutelli, dei Veltroni e dei Marini, dei Fioroni e dei Fassino: “La fase congressuale sarà una prova per noi, un modo per fare del PD un partito in cui al primo posto ci sono gli elettori e i circoli, in cui la nostra identità e chiara e pronta a dare risposte, in cui le regole siano chiare, in cui si trova ciò che non va e correggendolo si cambia il Paese”.E ancora: "Ridiamo agli elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, costruiamo un rapporto stabile tra il parlamentare e il suo territorio, chiediamo che chi siede in Parlamento sia incensurato, valutato e anche retribuito sulla base della qualità e intensità del suo operato. E' mai possibile che su 60 milioni di abitanti non riusciamo a trovarne 945 da eleggere che non abbiano problemi con la giustizia?".Applausi a scena aperta.
Si muove a tutto campo, l'uomo dei trapianti. Ma dopo aver affondato il bisturi nei mali del partito, indica in due baricentri del programma la sua terapia: sanità e ambiente. "La sanità e l’ambiente sono principi cardine della politica, della nostra politica - dice Marino – serve riformare la sanità creando una rete di ospedali efficienti e rendendo più moderna la figura del medico di famiglia, che dovrebbe organizzarsi in cooperative”. E per quanto riguarda l’ambiente “si deve puntare tutto sull’energia biotermica, eolica, solare, quelle energie che non deturpano il nostro paese e rappresentano il futuro della scienza”.
E per chi temeva che la sua visione prospettica fosse troppo riduttiva essendo legata alla sua specializzazione medica, ecco un Marino a tutto campo sull'agenda politica. "Apertura. Coraggio. Merito. Protezione. Libertà" sono le sue parole chiave. Da cui discendono idee concrete ("che diventeranno proposte di legge") in materia di diritti della persona (una legge sulle unioni civili sul modello del Regno Unito, l'adozione da parte dei single) diritti dell'informazione (banda larga gratis per tutti e difesa della libertà di opinione in Internet contro l'idea di imbavagliare i blog), diritto del lavoro (reddito minimo minimo di solidarietà e contratto unico a tempo indeterminato)fino a un inatteso elogio della flessibilità "inevitabile nella nostra modernità, non va considerata come una disgrazia": "Le ragazze e i ragazzi che oggi entrano nel mercato del lavoro non sognano necessariamente il posto fisso, anzi probabilmente si spaventerebbero al pensiero di dover costruire la loro vita professionale all'interno della stessa azienda per trenta o quarant'anni.Quello che i giovani temono è la disoccupazione e il precariato privo di regole. Quello che percepiscono è l'iniquità di un mercato del lavoro che mette gomito a gomito lavoratori protetti e lavoratori che invece vivono in uno stato di totale instabilità, talvolta addirittura privi anche di diritti elementari quali la malattia, la maternità, le ferie".



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