Veltroni si è rotto e lascia. Terremoto nel Partito Democratico

Martedì, 17 febbraio 2009 - 17:08:00

FORUM/ Walter Veltroni si è dimesso. Chi vorresti alla guida del Pd?

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Terremoto nel Pd. Dopo il tracollo alle elezioni regionali in Sardegna Walter Veltroni ha confermato davanti al coordinamento le sue dimissioni da segretario del Partito Democratico. Mercoledì il leader del Pd dovrebbe tenere una conferenza stampa. "Dopo una discussione di diverse ore, il segretario ha deciso di mantenere l'orientamento espresso questa mattina e di rassegnare le dimissioni da segretario nazionale del Pd". Così ha spiegato il portavoce del partito Andrea Orlando leggendo una nota diffusa al termine del coordinamento.

"Se per molti sono un problema, sono pronto ad andarmene per il bene del partito. Mi assumo le responsabilità mie e non solo. Basta farsi del male, mi dimetto per salvare il progetto al quale ho sempre creduto", avrebbe detto in mattinata Veltroni, raccogliendo il "no" del vertice del partito e l'invito a ripensarci. Ma nel primo pomeriggio le condizioni politiche per Veltroni non sono cambiate e l'ex sindaco di Roma ha confermato il suo addio. I vertici del Pd avevano infatti respinto in mattinata le dimissioni di Veltroni, confermandogli piena fiducia. Il leader dei democratici aveva scelto di prendersi un po' di tempo per riflettere e decidere. La riunione del coordinamento era stata aggiornata alle 15,30 proprio per concedere al segretario un momento di riflessione. Ma Veltroni non ha poi cambiato idea, nonostante la sua proposta di rimettere il mandato fosse stata respinta all'unanimità dal coordinamento del partito, durante il quale il segretario dei democratici avrebbe spiegato che il Pd sta pagando il prezzo delle divisioni e dei continui distinguo, confessando anche di aver già fatto molta fatica a gestire quest'ultima fase.


Walter Veltroni

PD: CRESCE IPOTESI FRANCESCHINI SEGRETARIO TRAGHETTATORE 
Il vertice del Pd e' compatto sulla necessita' di non andare in questo delicato momento a conte interne: nessuno pensi al proprio tornaconto personale, il partito prima di tutto. Per questo il coordinamento unanime - primi tra tutti Bersani, Letta e la Bindi - ha chiesto al vicesegretario Dario Franceschini di assumersi il compito di traghettare il Pd verso il congresso di ottobre. A quanto si apprende da fonti accreditate del partito si andrebbe dunque all'assemblea costituente in tempi rapidi con la proposta degli organismi dirigenti di eleggere Franceschini segretario provvisorio con il compito di portare a compimento il mandato del segretario eletto con le primarie, Walter Veltroni, che andava in scadenza a ottobre.

VERSO L'ASSEMBLEA COSTITUENTE PER SEGRETARIO PROVVISORIO. Il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini, ha convocato per mercoledì mattina alle 8.30 il coordinamento che dovrà decidere i passaggi successivi alle dimissioni da segretario di Walter Veltroni. Le ipotesi in campo, delle quali si sta discutendo in queste ore, sono di convocare al più presto l'assemblea costituente, unico organismo legittimato ad eleggere un nuovo segretario del Pd, in deroga a quanto prevede lo statuto che dispone il ricorso alle primarie per la scelta delle candidature e, quindi, l'elezione del segretario.

A quanto si apprende, sarebbe questa l'ipotesi più accreditata, anche se nella riunione del coordinamento c'è chi ha chiesto un passaggio formale anche in direzione nazionale. L'imperativo, spiegano fonti Pd, è comunque di fare presto, di non lasciare il partito troppo a lungo in una fase indeterminata e senza guida. Dunque, sarà convocata al più presto l'assemblea costituente, chiamata ad eleggere un segretario provvisorio con il compito di portare il partito alle elezioni europee ed amministrative della prossima primavera e al congresso del prossimo autunno.

A quanto si apprende, tra le ipotesi inizialmente circolate c'era anche quella di una gestione collegiale transitoria, ipotesi pero' scartata dai più. L'altra ipotesi sul tavolo è quella della convocazione di un congresso anticipato che si dovrebbe tenere tra la fine di marzo e i primi di aprile.

LA CURIOSITA'. Ironia della sorte, proprio nel giorno più lungo per Veltroni nella casella di posta dei deputati e senatori del Pd sono arrivati 500 volumi dell'operato del governo ombra. Non potevano scegliere giorno più sfortunato...

LE REAZIONI. "Ora il partito ha la necessità dell'impegno da parte di tutti. I passi successivi si decideranno collegialmente". A spiegarlo è stato il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, lasciando la sede del Pd al termine del coordinamento. "Dobbiamo essere molto grati - sottolinea Soro - a Walter Veltroni per la conduzione del partito di questi mesi".

"Per individuare la nuova leadership servirà un passaggio congressuale". Lo afferma il senatore Nicola Latorre a Radiouno. Un passaggio congressuale o le primarie? "Il leader del Pd viene eletto con le primarie - risponde Latorre - su questo non si torna indietro. Non potremo pero' fare contemporaneamente i gazebo per la campagna elettorale per le europee ed i gazebo per il congresso. Domani verra' individuato un percorso ed evitiamo una confusione di gazebo". Sul Pd Latorre dice che "è un progetto politico dal quale non si potra' arretrare". Sulla collocazione del Pd nell'europarlamento, Latorre denisce "ottima" la soluzione prospettata da Franco Marini, cioè "un gruppo autonomo che si federa al Pse". Sulle dimissioni di Veltroni Latorre dice: "Veltroni non fa finta. Conosco la sua determinazione, quando prende una decisione, la porta fino in fondo. Domani sentiremo le sue ragioni".

I PRODIANI: GLI ERRORI SONO DELL'INTERO GRUPPO DIRIGENTE. "Per lungo tempo siamo stati i soli a criticare a viso aperto il deragliamento della 'nuova stagione' del PD, l'affossamento dell'Ulivo, il deficit di identità e di linea, l'assenza di democrazia interna, l'ostinato rifiuto di esaminare criticamente le ragioni delle ripetute sconfitte. Ora, con il senno di poi, i critici si sono fatti legione. Ma errori e omissioni sono di un intero gruppo dirigente che si è prestato alle cooptazioni e al falso unanimismo. La priorità delle prioprità è inaugurare finalmente un aperto confronto politico, senza tatticismi e ipocrisie, dentro luoghi democratici a ciò deputati. Non esiste che anche l'attuale, delicato passaggio sia affidato a caminetti e direzioni di nominati che sono corresponsabili delle sconfitte". Lo afferma al quotidiano online Affaritaliani.it Franco Monaco, esponente ulivista del Pd dopo le dimissioni di Veltroni da segretario.

Segue/ Mannheimer (Ispo) ad Affaritaliani.it: a livello nazionale il Pd scende al 23% e il Pdl raggiunge il 40

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