Pd/ Né corrente né teodem. E 'Per' rilancia su laicità
"Ascolto è la massima espressione della laicità". Così Paola Binetti tenta una sintesi del lungo dibattito che si è svolto al Palazzo della Minerva sulla laicità. L'occasione è la presentazione di 'Un manifesto per una moderna laicità'', dell'associazione 'PeR' (Persone e Reti) che raccoglie i cattolici del Pd vicini a Francesco Rutelli. L'intento è dimostrare che è possibile una convivenza dentro il Partito democratico tra cattolici e non cattolici. Ma Binetti ci tiene anche a dire: "Il laico credente pero' non si deve sforzare di essere laico al punto da dimenticare di essere credente". E' il battesimo di 'PeR'. E Luigi Bobba ribadisce che non si tratta di una corrente: "Il dibattito corrente sì-corrente no - dice - è un dibattito stantio e un po' stucchevole" e spiega che 'PeR' "non è la reincarnazione dei teodem, termine che io stesso ho coniato e che ha avuto una certa fortuna: no, non è la reincarnazione anche perche' noi siamo cristiani e piuttosto crediamo nella resurrezione - ironizza - ma non è una reincarnazione, casomai e' un oltrepassamento".
E ci tiene a sottolineare che questa associazione "non vuole rinchiudersi nella nicchia dei temi etici, ma ci interessiamo a tutti i temi in dimensione globale". Ma Pierluigi Castagnetti risponde con una frecciata: "Ho letto il manifesto e lo condivido. Sarei pronto a sottoscriverlo, se la firma non comportasse automaticamente trovarsi dentro una corrente...". E ancora aggiunge: "Vedo con amarezza il fatto che i cattolici nel Pd faticano a trovarsi insieme nello stesso partito. Sara' ancora più difficile trovarsi con chi sta dall'altra parte". Detto questo, pero', riconosce che "almeno nel Pd si discute" diversamente che altrove. Certo nel manifesto, osserva, "oltre alla parola laicita' doveva esserci anche quella dell'autonomia".



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