Questione morale. E il sindaco del Pd trema...
Affaritaliani.it pubblica l'inchiesta de La Nuova Periferia sul primo cittadino di Settimo Torinese, del Partito Democratico, che sta facendo discutere in tutto il Piemonte. Per impegni amministrativi, certificati nel 2008, Aldo Corgiat per 2 mesi di lavoro all’Istituto Zooprofilattico (pubblico) ha guadagnato 87 mila euro lordi. Perché non mettersi in aspettativa e percepire il 100 per cento dell’indennità da sindaco?
![]() La prima pagina de La Nuova Periferia |
Ma in questo caso, la particolarità degli 87.274,83 euro (lordi) è che sono stati guadagnati da Corgiat in neanche due mesi di lavoro: giorno più, giorno meno. «Compenso - precisa Bruno Osella, direttore amministrativo dell'istituto di via Bologna a Torino - per il rapporto esclusivo di 38 ore settimanali che Corgiat ha con noi e che comprende anche il risultato per l'obiettivo raggiunto, valutato da una apposita commissione così come previsto dalle norme». Che il primo cittadino è riuscito a conseguire nonostante le sue presenze all'Istituto Zootecnico non siano così assidue: tra giorni lavorati e ferie, poco più di due mesi. Assenze legittime e giustificate da impegni istituzionali dettati dal ruolo amministrativo. Basti pensare ai consigli comunali in doppia seduta che si svolgono una volta al mese e per i quali sono previsti 48 ore di permesso, a cui vanno sommate le riunioni di Giunta e tutta l'attività prevista dalla legge sulle autonomie locali.
Tutto lecito, insomma, le norme sono chiare e lo consentono. Al massimo si potrebbe aprire una parentesi sull'opportunità o meno, visto l'incarico che riveste lo stesso Corgiat, se in questi anni in cui è stato sindaco fosse stato opportuno chiedere un concedo per mandato amministrativo. Esempi ne esistono. Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, è un dipendente pubblico in aspettativa. O il presidente della Provincia di Vercelli, Renzo Masoero, dirigente del comune di Saluggia, che appena eletto si è messo anche lui in aspettativa. Fino ad arrivare a Mercedes Bresso, docente universitaria, anche lei in «panchina» in attesa di riprendere il suo lavoro nell'eventualità in cui non venisse rieletta.



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