IV anno avanti il Berlusconi III/ Il tempo dei restauratori

Martedì, 25 agosto 2009 - 07:30:00

Di Giammario Battaglia
, portavoce del Comitato per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010
http://www.silvioperilnobel.it

Lettera al direttore: Silvio liberaci dai “Casini” di Sandro Bondi e Gianfranco Fini
Non c’è una via di mezzo.
Gli Italiani sono circondati, assediati, accerchiati.
Comunque la pensiate, siate del PDL o del PD, sono tempi grami.
All’esterno dei nostri partiti furoreggiano i cyber-comunisti alla “Grillo”, mentre all’interno i “restauratori”.
Il 22 agosto 2009 ho letto un interessante articolo di Maurizio Belpietro su Libero dal titolo: “Bassolino e Veltroni, il PD dei rieccoli”.
Belpietro scrive:
“Antonio Bassolino vuole tornare a fare il Sindaco di Napoli. Dicono che stia già mobilitando le truppe, dopotutto, quelli sistemati dal Governatore con un posto di lavoro ed uno stipendio sono parecchie migliaia. Lo stesso dicasi di Walter Veltroni che vorrebbe fare il Governatore della Regione Lazio e che è ritornato sulla scena politica con un libro – Nostalgie d’Italia -, nel senso che Veltroni rimpiange di non riavere l’Italia ai suoi piedi”.
Belpietro conclude:
“Questa è l’incarnazione di una classe dirigente che parla moltissimo di rinnovamento, ma lo pratica pochissimo”.
Anche nel Popolo della Libertà la situazione non è delle migliori.
Basti leggere la pagina interna di Libero, ed. Roma, a pag. 47, del 22 agosto 2009, una dichiarazione dell’on.le eurodeputato Alfredo Pallone del PDL, nonché Vice - coordinatore del Lazio del PDL:
“Nel momento in cui prevarranno i valori, l’accordo con l’UDC avverrà. Non ci interessa la mercificazione della politica”.



Sentito?
Incredibile.
Pallone parla di valori.
E quali sarebbero questi valori, se non proprio la mercificazione della politica?
Noi siamo a conoscenza, soltanto, che Silvio Berlusconi ha fatto uno sforzo incredibile per liberarsi di tutti quei parassiti che dal 2001 al 2005 non gli hanno permesso di governare al meglio e che nel 2006 gli hanno fatto perdere le elezioni, perché l’unico valore nel quale i parassiti si riconoscono è proprio il clientelismo politico, l’interesse personale.
Or! a che ce ne siamo finalmente liberati dell’UDC, Pallone, Bondi, Verdini, Fini vorrebbero tornare indietro, piuttosto che creare una classe politica nuova, non clientelare e non come l’UDC che solo a parole si richiama ai valori fondanti del PPE; ma, per il resto, nulla di più.
Se non fosse stato per Silvio Berlusconi che in questi anni ha resistito alle pugnalate dei suoi stessi colleghi di partito, oggi avremmo al Governo ancora Prodi, Maccanico, magari insieme a Follini, Casini, Buttiglione, Rutelli, il cristianissimo comunista “Ferrero”.
Quanta strada c’è ancora da percorrere verso il traguardo della libertà.
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