La Margherita attacca il Pd: vogliamo i soldi
Come è noto, infatti, la sede dei democratici in Largo del Nazareno è di proprietà della Margherita. Di più: "Ogni spesa anticipata dalla Margherita nei confronti del Partito democratico non è ancora stata restituita da quest'ultimo". La querelle, se così si può dire, investe direttamente anche una quarantina di persone che lavorano al Nazareno o nelle sedi decentrate. "Ancora esistono molti dipendenti della Margherita i quali, pur operando presso le strutture periferiche" del Pd, sottolinea il tesoriere, "non sono stati ancora assunti dal corrispondente livello territoriale del partito democratico con giustificazioni che hanno solo il sapore del carattere dilatorio".
Lusi non risparmia fendenti: "E' a tutti evidente che tutti i dipendenti operanti presso la sede nazionale (22) e presso quelle territoriali (18) retribuiti dalla Margherita nazionale - ancorché tutti da sempre all'opera per il Partito democratico nazionale e territoriale- dovranno essere assunti dal Partito democratico" ai vari livelli "come loro garantito dai segretari pro - tempori del Pd".
Parole quelle del tesoriere Dl, che sembrano anche una risposta implicita al tesoriere del Pd Mauro Agostini. Questi nel libro "Il tesoriere", presentato dieci giorni fa alla stampa, attaccava a brutto muso i suoi predecessori dei partiti fondatori. "L'obiettivo, mai esplicitato, ma evidente in comportamenti dei tesorieri Ds e Margherita era quello di dare vita a una sorta di triumvirato nella gestione delle risorse, di cui però i veri sovrani avrebbero dovuto essere Ugo Sposetti e Luigi Lusi, in quanto titolari dei rimborsi elettorali", diceva ad esempio Agostini indicando "conseguenze facilmente immaginabili: quando le cose sarebbero andate secondo i desiderata dei due vecchi azionisti, i soldi sarebbero affluiti regolarmente, in caso contrario no. È evidente che la questione rivestiva un valore squisitamente politico e di autonomia del nuovo partito". Secondo il tesoriere del Pd infatti, la vicenda rivela "un'ambiguità di fondo mai esplicitata ma che percorrerà il progetto sotto pelle in tutto il suo primo anno di vita e che rischia di essere anche la causa profonda della crisi che sfocia nelle dimissioni di Walter Veltroni".
da http://www.aprileonline.info/



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