La Margherita attacca il Pd: vogliamo i soldi
![]() Francesco Rutelli |
La Margherita riceve infatti ancora i rimborsi di tutte le elezioni dal 2005 al 2006 (circa 24 milioni di euro, lo farà fino al 2011 visto che durano per cinque anni indipendentemente dalla fine della legislatura) e i contributi dei parlamentari (che sono calati a 150mila euro dal milione e 337mila euro di fine 2007). Di più, attraverso due società, pubblica Europa, il quotidiano del partito che però sconta una perdita di esercizio di 588mila euro.
Fin qui, in ogni caso, nulla di strano. Dopo la nascita del Pd la Margherita è rimasta in piedi come uno dei due bracci economico-finanziari su cui poggia il Pd. Per dire, così si giustificano, alla voce "oneri della gestione caratteristica" la spesa di 1 milione e 128 mila euro per rappresentanza e pernottamenti, spese elettorali e di propaganda per 10 milioni e mezzo di euro, spese per collaborazioni e consulenze per 792mila euro.
I problemi, nei rapporti tra il partito "figlio" e il partito-associazione "madre" iniziano quando si prende in considerazione la questione della sede e del personale. Il tesoriere del fiorellino, Luigi Lusi, senatore del Partito democratico di area rutelliana, descrive la vicenda con parole che alla vigilia del congresso suonano come macigni. Nella relazione sulla gestione, alla voce "fatti di rilievo dopo la chiusura dell'esercizio", dice: "Emerge l'incresciosa situazione creditoria della Margherita nei confronti del Partito democratico. Infatti la Margherita sta continuando ad anticipare tutte le spese necessarie, nessuna esclusa per la vita della sede nazionale del partito democratico".



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