Pd/ Debora Serracchiani ad Affaritaliani.it: "Anche sui temi etici deve decidere il partito"
Di Francesco Cocco
Come ha gestito Franceschini la vicenda dell'inchiesta sulla Ru486?
"L'ha gestita bene, da segretario. Ha preso una posizione chiara e netta. Ha detto che il tema non può essere lasciato alla libertà di coscienza, che il gruppo deve decidere e votare; e che dev'essere rispettata la volontà del partito. Ed è questa la linea politica del Pd".
La nomina di Dorina Bianchi a capogruppo del Pd in commissione Sanità al Senato è stata uno degli ultimi atti di Walter Veltroni come segretario.
"Dobbiamo fare tutti del nostro meglio quando abbiamo un incarico istituzionale, rispettando le posizioni del partito. Il problema è che finora abbiamo faticato a trovare i luoghi in cui esso possa esprimere la propria opinione e decidere. L'impegno di tutti, anche di Dorina Bianchi, è riconquistare quei luoghi".
Con circa un terzo dei voti congressuali già espressi, il distacco in favore di Pierluigi Bersani è di quasi venti punti. E' un problema in vista delle primarie?
"Assolutamente no. Questa è la prima fase di un congresso lungo e non mi piace parlare di distacchi. Quello che conta è che il Pd sta facendo una scelta forte: affidare agli iscritti e agli elettori la scelta dei suoi massimi organi. Vale a dire, segretari nazionale e regionali. Il risultato della prima fase, quella degli iscritti, va certo rispettato; ma sono le primarie la strada principale attraverso cui quella decisione si esprime".
Un'intervista a Massimo D'Alema ha rinfocolato la questione antiberlusconismo - antitalianismo.
"A me non piace parlare di "antiberlusconismo". Di Berlusconi si deve, ahimé, parlare e le cose da dire sono tante. Poi certo la nostra linea non può essere questa".
Qual è il primo difetto che il Partito Democratico deve superare?
"L'idea che la diversità significhi non scegliere. Bisogna cambiare registro. Proprio questa diversità fa sì che noi discutiamo, che troviamo i luoghi dove farlo. E che poi si decida attraverso lo strumento più alto: quello del voto".
Quindi va limitata la cosiddetta libertà di coscienza anche sulla bioetica?
"Nella sua mozione Franceschini l'ha detto con chiarezza. Sui temi etici il partito deve decidere. Anch'io la penso così".
Anche se questo significa perdere qualche pezzo?
"Non si tratta di perdere pezzi, ma di fare una scelta di campo: decidere, assumendosene la responsabilità, anche sui temi etici. E sono sicura che non ci saranno maggioranze e minoranze, ma la linea del partito. Chi la pensa diversamente avrà il luogo e il modo per esprimersi e saranno rispettate la minoranza quanto la maggioranza. Questo non significa uscire dal partito. Dopodiché ognuno è libero di fare le scelte che vuole".
Perché c'è bisogno di una lista autonoma pro Franceschini come quella che lei ha creato insieme a David Sassoli, Francesca Barracciu ed altri?
"'Semplicemente democratici' nasce perché vogliamo dire con forza che c'è un modo di fare politica diverso da quello dei paletti, degli steccati. Ed è quello delle persone che rispettano le storie del passato ma vogliono costruirne una nuova. E Franceschini può portare avanti questa linea di innovazione".



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