Rutelli: "Casini merita di essere un interlocutore"

Martedì, 29 settembre 2009 - 10:22:00


 



Rutelli
Francesco Rutelli

Pd, ecco gli ultimissimi dati dei congressi: Bersani vince nelle sezioni storiche ex Pci. Franceschini trionfa nelle zone bianche
"Non mi piace il bilancio del governo della destra italiana. Se questa legislatura avrà compimento, Berlusconi avrà governato per quasi dodici anni su diciannove, e avrà condizionato la scena nazionale in modo decisivo per un ventennio. Eppure: quali riforme strutturali ne saranno venute al nostro Paese? Quali trasformazioni strategiche? Poco o nulla, nonostante larghe maggioranze parlamentari". Lo sottolinea Francesco Rutelli in un passaggio del suo ultimo libro 'La svolta. Lettera a un partito mai nato'.

L'ex presidente della Margherita e attuale presidente del Copasir parla anche del ruolo dell'Udc di Pier Ferdinando Casini: "Casini è stato escluso nel 2008, e da allora è tessitore di un importante, certamente difficile, percorso di autonomia al centro e merita di essere interlocutore fondamentale negli anni a venire...". Secondo Rutelli, "gli scontri nel Centrodestra sono avvenuti sul crinale del conflitto/convergenza tra i quattro leader, proprio rispetto al carattere dominante della guida di Berlusconi. Vale per Fini. Vale per Bossi, sempre più contraente decisivo ed esigente dell'alleanza".

Esclusivo Pd/ Se vince Bersani Rutelli se ne va

Colpo di scena nel Partito Democratico. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, Francesco Rutelli lascerà il partito in caso di vittoria alle primarie del 25 ottobre di Pierluigi Bersani. Nel mirino dell'ex leader della Margherita la concezione socialdemocratica del candidato sponsorizzato da Massimo D'Alema. Se lo strappo si verificherà, l'ipotesi più probabile è un passaggio graduale verso la nuova formazione centrista di Pierferdinando Casini.

E Rutelli conferma... "La partita è aperta per quanto mi riguarda ma, ogni giorno che passa, la direzione sembra già scritta". Così Francesco Rutelli a proposito del suo futuro nel Pd e della possibilità di lasciare il partito. L'ex segretario della Margherita, però, dice di sperare ancora che "i protagonisti di questa sfida possano reagire a qualche suggestione, a qualche proposta e anche a qualche critica di sostanza".

Se il governo attuale dovesse cadere, bisognerebbe pensare ad un "governo del presidente, con larga base parlamentare", un governo "di ricostruzione e rilancio dell'economia". Secondo Rutelli, questo governo del presidente dovrebbe avere "un programma ambizioso per tre anni, per poi riportare gli orologi, nel 2013, all'appuntamento con una competizione tra due schieramenti alternativi. Basati su alleanze di nuovo conio. Fantasia? - si chiede l'ex leader della Margherita - vedremo".

RUTELLI, NULLA DI BUONO DALL'ACCORDO CON I SOCIALISTI IN EUROPA - L'accordo con i socialisti in Europa? "Non creerà nulla di interessante sul piano strategico". A preconizzarlo è Francesco Rutelli nel suo ultimo libro dal titolo inequivocabile: 'La svolta. Lettera a un partito mai nato', Marsilio editore. In alcuni passaggi del libro, l'ex sindaco di Roma si sofferma sulla sua idea di collocazione in Europa e sul futuro del Pd in questo contesto. L'acordo con i socialisti, scrive Rutelli, "portera' i 7-8 eurodeputati italiani che non hanno storie di sinistra a essere lentamente fagocitati nel gruppo socialista (ribattezzato Asde), senza che esso evolva sostanzialmente. Il Pd italiano immaginerà di far parte di una rifondazione della vecchia famiglia socialista: impossibile..." è la sua conclusione.

Per quanto riguarda il nostro Paese, invece, Rutelli vede una Italia che "nel XXI secolo, non abbandonerà tratti importanti del suo cattolicesimo di popolo. Penso - aggiunge Rutelli - che il tempo porterà la nazione italiana a definire il patrimonio collettivo della laicità molto più nel senso della 'religious freedom' americana che non della 'laicité francese', o della concezione protestante del Nord Europa, o della faglia divisiva che in Spagna è ancora attivissima (dal tempo della guerra civile a quello di Franco, al conflitto tra Zapatero e la Chiesa cattolica)".

Un Rutelli, comunque ottimista, per quanto riguarda il dialogo tra diverse culture. "Una nazione civile come la nostra, che ha affrontato con intelligenza la soluzione di problemi come quelli del divorzio e dell'aborto - scrive infatti - può tranquillamente risolvere temi delicati come l'evoluzione normativa delle pratiche di fecondazione artificiale, delle scelte del 'fine vita', delle implicazioni della convivenza tra persone non sposate, anche dello stesso sesso. Ideologizzare decisioni come queste non è intelligente. Attraverso certe forzature militanti le classi non-dirigenti finiscono fuori strada...".

BERSANI A RUTELLI: BASTA CARICATURE, C'E' UN UNICO PROGETTO - "Sono stato benissimo fin qui, in questo partito, con dentro Rutelli e sono convinto che ci starà benissimo anche lui in questa fase nuova. Bisogna liberarsi dalla suggestione delle caricature e avere meno pigrizia da parte di tutti". Così Pierluigi Bersani commenta le parole di Francesco Rutelli che alla presentazione del suo libro 'La svolta. Lettera a un partito mai nato', ha criticato un Pd che con la guida di Bersani potrebbe andare solo a sinistra. "Voglio osservare - aggiunge Bersani - che da presidente dell'Emilia Romagna nel 1994, quando non c'era ancora l'Ulivo, lanciai un progetto che si chiamava Democratico, nel '95 feci la prima operazione politica con i cattolici democratici, gli ambientalisti e la sinistra radicale pensando che la sinistra non dovesse fermarsi sulle gambe della sua tradizione. Questo in Emilia Romagna".

E ancora, sottolinea: "Io delle caricature non mi preoccupo, so bene che il progetto del Pd è l'unico possibile per i progressisti e i riformisti italiani. E può essere il germe per una politica nuova a livello europeo. Il nostro problema è dargli gambe in termini di identità, di organizzazione e di proposta coerente al paese. Il senso - conclude Bersani - è dare forza al progetto".

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