Pd, Affaritaliani svela i piani di Pierluigi Bersani

Sabato, 7 novembre 2009 - 09:00:00

Pd/ Calearo verso l'addio

Il valzer gattopardesco di dalemiani e veltroniani intorno al bambino di Bersani

Si delinea la strategia del segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani
. Secondo quanto Affaritaliani.it è in grado di rivelare, ormai è quasi chiuso l'accordo con l'ex leader che porterà lo stesso Dario Franceschini a essere il nuovo capogruppo del Pd alla Camera, al posto di Antonello Soro. Confermatissima al Senato Anna Finocchiaro. Si lavora alacremente anche per la presidenza a Rosy Bindi, che non avrà alcun vice come era invece stato ipotizzato negli ultimi giorni. Nessun vice nemmeno per il leader.

Per quanto riguarda la segreteria, la soluzione più probabile è quella di un organismo snello, non certo la "pletora" franceschiniana, che - pur senza utilizzare il manuale Cencelli - tenga conto delle varie anime del partito che si sono presentate alle primarie del 25 ottobre. Abolito il "caminetto", su questo punto non ci sono dubbi. Una delle novità principali sarà quella di un ruolo di primissimo piano all'interno della segretaria per Filippo Penati, sempre accanto a Bersani (basta vedere le immagini in tv) e sempre più vero braccio destro del leader, tanto che lo ha scelto personalmente come coordinatore nazionale della mozione.

Un ruolo che potrebbe riguardare la strategia di alleanze con gli altri partiti dell'opposizione. E a proposito di alleanze, nel discorso di sabato all'assemblea nazionale Bersani scioglierà molti dubbi. Interlocutori privilegiati sono Sinistra Democratica, Vendola, i Verdi e anche i Radicali (da notare le apertura a Emma Bonino sulla candidatura per le Regionali in Lombardia e nel Lazio). Risposte arriveranno anche a Di Pietro e sul fronte Udc. Freddezza invece con i comunisti, Ferrero e Diliberto, con i quali è possibile un accordo caso per caso per le Amministrative ma non un'alleanza di governo.

Nel discorso di sabato il segretario darà anche una risposta a Silvio Berlusconi sul tema delle riforme e in particolare della Giustizia. Probabilmente Bersani dirà che se si tratta di venire incontro alle richieste dei cittadini il Pd ci sarà, nessun dialogo al contrario se l'intenzione del governo fosse quella di una "vendetta" contro la Magistratura o di proseguire con le leggi ad personam. Ci sarà anche un passaggio sulla candidatura sempre più forte di Massimo D'Alema a ministro degli Esteri dell'Unione europea. Un successo che sarebbe non solo dei Democratici ma di tutto il Paese. Infine il partito. Bersani sancirà la fine della vocazione maggioritaria di veltroniana memoria...
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