Pd, Marini: il nuovismo è da idioti
Franco Marini, intervenendo al seminario promosso dagli ex popolari del Pd, si dice "preoccupato del nuovismo che è una cosa ben diversa dal nuovo. Quest'ultimo non può essere rigettato, ma allo stesso tempo solo gli idioti accettano il nuovismo". L'ex presidente del Senato torna a criticare il 'nuovismo senza cultura' che in alcuni settori del partito sta prendendo piede. Il problema è che in una prima fase si è "ideologizzato il nuovo perché non si aveva molto altro da dire". Ma nuovo a tutti i costi non vuol dire rinnegare i propri valori, quelli "non si cancellano, sono la base del nostro futuro ed il Pd, il partito riformista non può esserci senza i nostri valori e le nostre radici di riferimento. Nel Pd servono anche i valori permanenti che vanno intrecciati con i cambiamenti di quest'epoca". Insomma, "andiamoci cauti con l'idea che il nuovo travolge necessariamente i valori permanenti che sono nostri". Sia chiaro, sottolinea Marini, "io non ho paura che entrino i nuovi", il Pd non può ignorare le giovani generazioni, anzi deve fare attenzione a non "umiliarle con messaggi sbagliati". E invita i vertici del partito a guardare alla classe dirigente territoriale che "è il nostro capitale". 
Franco Marini
Il nuovo che intende Marini è rappresentato in pieno da Franceschini, la cui candidatura "sosteniamo convintamente". Franceschini "ha dimostrato in quattro mesi di saper guardare agli errori recenti e superare una gestione quanto meno discutibile. Ha dimostrato determinazione, coraggio e chiarezza che finora erano mancati. Questo vi pare poco?".
Il Pd deve cercare di "evitare" una terza candidatura che si vada ad aggiungere a quelle di Dario Franceschini e Pierluigi Bersani. Soprattutto se si tratta di una candidatura che, per forza di cose, dovrà "estremizzare" i temi in campo. Franco Marini confessa alla platea che cercherà di convincere il chirurgo Ignazio Marino a desistere dalla tentazione di scendere in campo, perché se si candidasse "sarà portato a estremizzare, inevitabilmente starà lì ad aggrapparsi al nuovismo superideologizzato il che sarebbe un danno non solo per il partito ma per tutto il Paese". Marini non lesina critiche ai tanti, veri o presunti, candidati che negli ultimi giorni sembravano fiorire ad ogni angolo: "E' un dato chiaro della nostra crisi. Non è possibile che chiunque si svegli la mattina e si senta bravo creda di poter fare anche il segretario nazionale che è ben altra cosa. Ci siamo trovati di fronte a situazioni ridicole". Come, cita ad esempio Marini, "chi ha ripetuto per giorni 'no, resto fedele agli elettori', per poi aggiungere 'ci voglio pensare'".



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