Lettera aperta a Franceschini: prendi il telefono e chiama Tony Blair

Lunedì, 23 febbraio 2009 - 09:13:00


Di Aldo Turinetto

Caro Dario Franceschini,

Pd, un segretario che potrebbe sorprendere
nell'associare anche il mio ai tanti messaggi di congratulazioni per il nuovo e prestigioso incarico che l'Assemblea del Partito Democratico ha ritenuto di conferirti, spero non avrai mancato di notare, anche se il mio nome ti avrà detto ben poco, che ero stato forse l'unico ad esprimerti congratulazioni doppie. Sia per essere diventato il nuovo segretario del Partito che per esserne al tempo stesso nominato suo Traghettatore.

Anche se non è stato ben specificato verso chi o verso dove eri stato chiamato ad accompagnare il partito del domani, resta il fatto che lo stesso partito aveva già deciso, con te o senza di te, di concedersela comunque qualche escursione, già in questa primavera piuttosto che in altra stagione dell'anno in corso o di quelli ancora a venire.

E poiché sia di viaggi che di traghetti me ne intendo, essendomene occupato a lungo, mi sono permesso di ricordarti che, almeno in Italia, appena pensiamo a quel mezzo di trasporto la nostra mente inevitabilmente corre verso l'estate.

E che su tutti i nostri traghetti, nell'estate ormai imminente, non c'è più neanche un posto libero. Informazione "freschissima" appresa alla BIT, la Borsa Internazionale del Turismo in corso in questi giorni a Milano. Qualcosa potrebbe forse ancora "muoversi" su Tirrenia, mi è stato ulteriormente precisato in linguaggio tecnico e in via confidenziale.

Ma mi auguro che non prenderai neppure in considerazione l'ipotesi di affidare la tua navigazione, addirittura la prima, a quella Compagnia. Da tempo definita, anche dai suoi potenziali acquirenti, come l'Alitalia del mare.

Se solo e soltanto tu le concedessi fiducia, commetteresti infatti un errore imperdonabile. Il secondo, dopo quello che hai già commesso e che ai più sembra essere passato inosservato. L'aver affermato cioè, nel discorso di investitura, che gli errori di Veltroni erano anche i tuoi. "Se questa è una cosa da dire...", avrebbe amaramente commentato Primo Levi, rivoltandosi nella tomba.

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