Lettera aperta a Franceschini: prendi il telefono e chiama Tony Blair
Di Aldo Turinetto
Caro Dario Franceschini,
| Pd, un segretario che potrebbe sorprendere |
Anche se non è stato ben specificato verso chi o verso dove eri stato chiamato ad accompagnare il partito del domani, resta il fatto che lo stesso partito aveva già deciso, con te o senza di te, di concedersela comunque qualche escursione, già in questa primavera piuttosto che in altra stagione dell'anno in corso o di quelli ancora a venire.
E poiché sia di viaggi che di traghetti me ne intendo, essendomene occupato a lungo, mi sono permesso di ricordarti che, almeno in Italia, appena pensiamo a quel mezzo di trasporto la nostra mente inevitabilmente corre verso l'estate.
E che su tutti i nostri traghetti, nell'estate ormai imminente, non c'è più neanche un posto libero. Informazione "freschissima" appresa alla BIT, la Borsa Internazionale del Turismo in corso in questi giorni a Milano. Qualcosa potrebbe forse ancora "muoversi" su Tirrenia, mi è stato ulteriormente precisato in linguaggio tecnico e in via confidenziale.
Ma mi auguro che non prenderai neppure in considerazione l'ipotesi di affidare la tua navigazione, addirittura la prima, a quella Compagnia. Da tempo definita, anche dai suoi potenziali acquirenti, come l'Alitalia del mare.
Se solo e soltanto tu le concedessi fiducia, commetteresti infatti un errore imperdonabile. Il secondo, dopo quello che hai già commesso e che ai più sembra essere passato inosservato. L'aver affermato cioè, nel discorso di investitura, che gli errori di Veltroni erano anche i tuoi. "Se questa è una cosa da dire...", avrebbe amaramente commentato Primo Levi, rivoltandosi nella tomba.



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