Insider: svolta maggioritaria di Bersani. Così il Pd costringe Casini all'accordo

Sabato, 20 marzo 2010 - 19:30:00

Un progetto articolato e di ampio respiro. E' quello al quale sta lavorando lo stato maggiore del Partito Democratico. Obiettivo è lanciare, dopo le elezioni regionali di fine marzo, una campagna nazionale capillare e diffusa, con gazebo in tutte le piazze e le città da Nord a Sud. Sezioni aperte ai cittadini per spiegare le riforme e i progetti del Pd per "un'altra Italia", quella possibile secondo Pierluigi Bersani (come ha scandito durante il dibattito alla Camera sulla crisi economica alla presenza di Giulio Tremonti e di Silvio Berlusconi).

Sostegno ai precari, rilancio delle liberalizzazioni, taglio dell'Irap (fino alla graduale eliminazione) e quoziente familiare sono alcuni dei punti sui quali punterà la principale forza di opposizione. La parola d'ordine è tornare a parlare di contenuti, di fatti, di proposte concrete. Basta inseguire i problemi giudiziari del presidente del Consiglio. Bersani, d'accordo con la minoranza interna guidata da Dario Franceschini, vuole parlare direttamente alla gente, con un occhio particolare al Nord. E non a caso i Democratici stanno lanciando un forte attacco alla Lega: su Malpensa, sull'Expo, sui comuni senza soldi a causa del patto di stabilità. Un piano preciso per recuperare una fetta di elettori 'padani'. Ma non finisce qui.

La strategia di Bersani punta alle elezioni del 2013, per non arrivare impreparati come accadde a Walter Veltroni. Primo punto le alleanze. Patto federativo con Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola e con i Verdi di Angelo Bonelli, rapporto sempre più stretto con i Radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino e conferma dell'alleanza con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Chiusura alla Federazione di Sinistra dei comunisti Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto.

E l'Udc? Il progetto, sostenuto fortemente dal vicesegretario Enrico Letta, è quello di stringere un accordo di governo con i centristi. E per convincere Pierferdinando Casini a scegliere di non essere più "l'estremo centro" - come recitano i manifesti elettorali - l'idea è quella di lanciare la riforma elettorale maggioritaria. Un ritorno ai collegi uninominali, tanto cari a Gianfranco Fini e a una fetta del Popolo della Libertà, per costringere l'Udc a scegliere da che parte schierarsi. E vista la sempre maggiore contrapposizione con il Carroccio, Casini potrebbe essere costretto, obtorto collo e per evitare di sparire dal Parlamento, a siglare l'intesa con il Pd.
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