Pd, Bersani blinda le primarie. Ma se Monti fallisce lui lascia

Congresso straordinario e primarie blindate. Sono le due carte che, secondo quanto è in grado di rivelare Affaritaliani.it, da fonti interne al Pd, il segretario Pierluigi Bersani potrebbe giocarsi per placare la tempesta scatenatasi nel partito dopo la bruciante sconfitta alle primarie di Genova. Non è un mistero che la richiesta di un congresso straordinario circoli con sempre più insistenza nelle stanze di via del Nazareno, sede centrale dei Democratici. Ed è soprattutto Massimo D'Alema a volerlo. Non a caso la Velina Rossa, organo interno al partito molto vicino all'ex presidente del Consiglio, è uscita allo scoperto chiedendo apertamente un'assise: "E' bene che Bersani annunci un congresso straordinario proprio per cercare di mettere punti fermi e zittire questa 'canea montante' che non trova precedenti nemmeno nel periodo della scissione con Rifondazione". Situazione paradossale per un partito che, secondo tutti i sondaggi ha il vento in poppa e veleggia verso il 30% dei consensi. Ma che come ha dichiarato Nando Dalla Chiesa ad Affaritaliani.it è ormai "incapace di misurare il consenso".
Ad agitare le acque del partito ci sono anche le primarie di Palermo e l'Aquila. Nel capoluogo siciliano il Centrosinistra arriva compatto dopo che l'ex sindaco Leoluca Orlando (Idv) ha rinunciato alla candidatura per appoggiare Rita Borsellino. Ma l'europarlamentare democratica se la dovrà vedere soprattutto con il deputato regionale del Pd e consigliere comunale Davide Faraone. Proprio Faraone, uomo vicinissimo al sindaco di Firenze Renzi ( è salito al suo fianco sul palco della Leopolda fine ottobre), potrebbe essere la minaccia più grossa alla Borsellino.
In ballo resta anche l'Aquila dove il sindaco uscente, Massimo Cialente che ha gestito il dopo terremoto, si ricandida il 3 marzo alle primarie del Centrosinistra. Ma Vittorio Festuccia che si presenta come indipendente per Sel, potrebbe rappresentare l’ennesima sorpresa.
Poi c’è la questione primarie del Centrosinistra. Pierluigi Bersani ha dichiarato ultimamente che si faranno. Ma secondo rumor raccolti da Affaritaliani.it, Bersani affronterà la sfida solo nel caso in cui il governo Monti vada molto bene e la situazione economica migliori sensibilmente.In alternativa, ma non in contrapposizione, starebbe già scaldando i motori Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma. Altrimenti Nichi Vendola, l'avversario più temibile, potrebbe giocare la carta dell'opposizione al governo Monti e rendere la vittoria del segretario del Pd (accreditata da tutti i sondaggisti consultati da Affaritaliani.it tra cui Mannheimer e Piepoli) più incerta.
Intanto il segretario del Pd, per evitare di ripetere un caso Genova a livello nazionale, starebbe pensando a una modifica dello Statuto del partito in modo che, in caso di primarie di coalizione, il Pd si presenti con un unico candidato. Anche perché, come successo nel capoluogo ligure, un competitor interno, favorirebbe la vittoria del leader di Sel. E allora sì che gli scenari per il Pd diverrebbero davvero imprevedibili.
Daniele Riosa


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