Corritore (Pd) aveva chiesto a Bersani di visitare il premier in ospedale. E ora ad Affaritaliani.it dice: "Sono molto contento. E' un gesto che segna con chiarezza un perimetro identitario per noi democratici"
Davide Corritore, vicepresidente del consiglio comunale di Milano (Pd), aveva scelto Affaritaliani.it per rendere pubblica la richiesta al segretario del Partito Democratico di visitare in ospedale il premier. E così è stato. Un successo, quindi. "Sono molto contento", spiega lo stesso Corritore ad Affaritaliani.it. "E' un gesto che segna con chiarezza un perimetro identitario per noi democratici, in un momento importante. Essere duri oppositori non significa non manifestare solidarietà a chi è stato aggredito: è questa la cultura ereditata dai nostri padri della Repubblica, è anche un buon esempio nei confronti di quelle migliaia di persone che sono diventate fan di Tartaglia su Facebook".
E ancora: "Il mio ragionamento va al di là della comunicazione e del marketing politico. Ci sono dei momenti nei quali vanno segnati, senza discussioni, proprio i perimetri identitari. E questo è uno di quelli. Sono rimasto molto colpito anche da ciò che accaduto sabato; ero a Piazza Fontana dove c'era un clima di conflittualità che faceva percepire come la cultura del nemico fosse tornata la stessa di tanti anni fa. Avere vissuto questi due giorni a Milano mi ha fatto tornare al clima degli anni '70. Credo che in questo momento segnare il territorio democratico senza discussioni sia fondamentale. E sono contento che tutto ciò sia avvenuto proprio a Milano, una città che nei decenni passati ha vissuto gravi momenti di violenza".
Prima della visita di Bersani e Penati a Berlusconi, Corritore aveva reso pubblico attraverso Affaritaliani.it una proposta politica: le piazze di Milano, con i fischi di Piazza Fontana e l’aggressione di Piazza del Duomo, hanno rappresentato alla Nazione un clima di conflitto e di aggressione che va disinnescato in ogni modo. Spero che Bersani – oggi in città per un’assemblea del Pd- vada a trovare il premier al San Raffaele, compiendo un gesto di grande portata simbolica e politica. E così è stato.



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