Giovani del Pd, o victoria o muerte
Di Giuseppe Morello
| Il commento 1/ Autoreggente per il Pd perdente Di Giuseppe Morello |
Solo negli ultimi 3 anni i D'Alema, Bersani, Rutelli, Marini hanno vinto le elezioni, non hanno saputo tenere il governo, hanno perso le elezioni successive, hanno ridotto di un terzo i consensi del Pd, hanno bruciato leader importanti come Prodi e Veltroni, hanno regalato a Berlusconi un potere senza precedenti, si sono divisi su tutto e oggi rischiano di annientare quello che avanza. Come? Semplicemente rimanendo dove sono a gestire questa transizione in attesa di incoronare il "loro" leader.
Intanto base e dirigenti periferici (specie quelli del Nord) sono giustamente incacchiati di brutto e a loro oggi spetta il felice compito di mandare a casa i dinosauri e sanzionare il loro fallimento. Spetta a loro evitare che l'Assemblea Costituente si trasformi in una partita a scacchi tra oligarchie Ds e Margherita in cui, come scrive Borges in una poesia, "si odiano due colori".
Se invece l'Assemblea accettasse il temporeggiare e il riposizionarsi dei vecchi mandarini vorrebbe dire che non c'è una base sana e un vertice malato, ma che il Pd nel suo complesso è già un vecchio arnese da buttar via e che militanti e simpatizzanti, masochisticamente, si meritano i loro dirigenti. Chi è causa del suo mal...



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