Pd/ Insider: Dario Franceschini reggente
PD/ CECCANTI: NO AL LIMBO DELLA LUNGA REGGENZA, SUBITO IL CONGRESSO
"Lo Statuto del Pd, grazie agli articoli 3, 9 e 51, consente senza alcun problema di svolgere in periodi brevissimi il percorso congressuale, evitando che il partito sia esposto a un lungo limbo di reggenza, che premierebbe la logica oligarchica da cui deriva larga parte dei nostri problemi". A sostenerlo è il senatore del Pd Stefano Ceccanti in una nota. "Non è un caso - aggiunge - se nonostante gli insegnamenti di vari secoli, nel 2007 la Chiesa cattolica ha sostanzialmente eliminato la dottrina sul limbo. Non si vede perchè dovrebbe ricrearla il Pd. Elettori, iscritti e membri dell'assemblea Costituente si riprendano il potere costituente, stabilizzino definitivamente il Pd, sconfiggendo subito, con decisioni rapide e coerenti di linee e persone, le tentazioni di rivolgere la faccia alle vecchie identità irreversibilmente perdute, che possono solo trasformarci, come nella Bibbia, in inutili statue di sale. Sarà il miglior modo di ringraziare Walter Veltroni".
L'addio di Veltroni alla guida del Pd: "Adesso basta farsi del male"
"Mi assumo le responsabilità mie e non. Basta farsi del male, mi dimetto per salvare il progetto al quale ho sempre creduto". Dopo sedici mesi Walter Veltroni getta la spugna e il Pd si ritrova senza segretario, un congresso alle porte e una base sempre più disorientata. Decisiva, nella decisione dell'ex sindaco di Roma, l'ennesima sconfitta elettorale. Quella Sardegna persa senza appello e consegnata a Silvio Berlusconi.
Solo l'ultimo tassello di 16 mesi difficili per il Pd. Con Veltroni messo sotto accusa più dall'interno del partito che dall'esterno. Mesi di accuse, più o meno velate. Di una leadership sottoposta ad un continuo processo critico. E così lui adesso va via: "Non voglio restare per far logorare me e la possibilità del Pd di esistere", dice oggi al coordinamento del partito. "Per molti sono un problema e io sono pronto ad andarmene per il bene del partito. Il mio mandato è a disposizione".
Una decisione che era nell'aria. Chi gli era vicino raccontava della sempre più crescente amarezza del segretario. Troppe le voci, sotterranee e dichiarate, contro la sua gestione. In discussione la scelta maggioritaria, l'alleanza con Di Pietro, una linea politica sensibile ad ogni spiffero. Uno stillicidio da interrompere. Ma, in mattinata, il Coordinamento prova a fargli cambiare idea: "La tua leadership non è in discussione". Veltroni, però, è deciso e nel pomeriggio riconferma la decisione: "Non cambio idea, me ne vado".
Mannheimer (Ispo) ad Affaritaliani.it: a livello nazionale il Pd scende al 23% e il Pdl raggiunge il 40
"Il dato delle elezioni regionali in Sardegna avrà degli effetti psicologici sull'elettorato. Perciò nelle prossime settimane assisteremo a un calo di uno/due punti percentuali del Partito Democratico nelle intenzioni di voto. Al contrario, ci sarà un rafforzamento di uno/due punti del Popolo della Libertà". Renato Mannheimer, presidente dell'Ispo, proietta - in esclusiva per Affaritaliani.it - il risultato del voto sardo a livello nazionale. "Il Pd potrebbe scendere in una fascia tra il 23 e il 25%, invece il Pdl, che attualmente è attorno al 38-39, può raggiungere il 40. L'Udc, andato molto bene in Sardegna, difficilmente avrà benefici e resterà sempre tra il 4 e il 6%. L'Italia dei Valori è già cresciuta molto ma può avvantaggiarsi dell'ulteriore calo del Pd. Infine la Lega, che non subirà flessioni dopo le elezioni in Sardegna. Il Carroccio continua a coltivare il suo elettorato ed è certamente oltre il dato delle Politiche (8,3)".



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