Pd/ Fausto Raciti ad Affaritaliani.it: ormai manca la fiducia nei vecchi nomi
Giovedì, 18 dicembre 2008 - 16:46:00
"Siamo in un Paese fermo a quindici anni fa", denuncia Fausto Raciti, Segretario nazionale dei Giovani democratici, intervistato da Affaritaliani.it sugli scandali giudiziari che hanno colpito il Pd in varie parti d'Italia. "Da un lato c'è una questione di capacità dei gruppi dirigenti e degli amministratori locali di mantenere salda la rotta sul fatto che debba prevalere l'interesse comune su alcuni interessi privati. O pezzi di potere locali che si muovono e che cercano referenti. Dall'altra parte, però, l'impressione è che ci siano una serie di curiose concomitanze: arresti che avvengono tutti contemporaneamente e intercettazioni diffuse tutte insieme fanno pensare che bisogna essere prudenti nel dare giudizi".
![]() Fausto Raciti |
La parola d'ordine di Veltroni è stata rinnovamento. Che cosa vuol dire? "Costruire un partito che in questa fase sia davvero il più democratico possibile, in cui il consenso intorno alle idee sia il discrimine principale per la selezione dei gruppi dirigenti. E soprattutto bisogna provare a rafforzare il Pd, innescando una dinamica di rinnovamento ancorato su solide basi, ovvero il primato del bene comune sugli interessi privati. Questo è il problema vero emerso da alcune indagini. Magari non ci sono fatti penalmente rilevanti, ma pezzi di amministrazioni non sempre sono in grado di mantenere il primato del bene pubblico".
Raciti spiega che "la Iervolino avrebbe fatto bene ad azzerare la propria giunta per tempo e rifarla da capo, anche se il problema non si risolve con le dimissioni a catena. In breve tempo bisogna trovare la sostanza vera del Partito Democratico, gruppi dirigenti non solo nuovi dal punto di vista anagrafico ma capaci di esprimere di nuovo un'idea di sviluppo. La perdita di credibilità non è legata soltanto ai fatti giudiziari ma anche a un'enorme difficoltà nell'affrontare i problemi territoriali. L'etica pubblica deve essere inattaccabile, ma serve anche un'idea e un progetto di sviluppo. Quando c'è incapacità di dare risposte le situazioni si incancreniscono".
Il tutto alla vigilia della direzione del Pd... "Ascolterò la relazione di Veltroni, sicuro che troverò le risposte agli interrogativi. Sono convinto che ora sia necessario rinnovare profondamente questo partito negli uomini e nelle idee. Anche ma non solo dal punto di vista anagrafico per i candidati alle prossime Amministrative, il problema vero sono le idee. I Giovani democratici saranno in campo alle elezioni perché il ricambio si costruisce partendo da lì: trovare il consenso nei vari territori su una propria idea di città, di provincia e di regione. E' una partita che vogliamo giocare".
Via gli inquisiti dalle liste? "Mi interessa poco fino a che punto sono indagati o meno, ma mi importa che nel Pd ci sia un rinnovamento del progetto politico. Bisogna essere capaci di parlare a strati sociali e a mondi con i quali rischiamo di perdere la capacità di dialogo. Su questi punti si vincono le battaglie politiche". Raciti non ha dubbi: "Siamo la prima generazione di Democratici di questo Paese, vogliamo provare a essere noi quello che il Pd non riesce sempre a essere nonostante la buona volontà di tutti. Un partito non può essere solo una sommatoria di componenti. La nostra è un'organizzazione giovanile democratica con un proprio profilo politico che parla ai giovani di questo Paese e non solo, a partire dalle condizioni di vita di ciascuno. Vogliamo evitare che la crisi finanziaria si trasformi in crisi sociale".
Non c'è il pericolo che sia una stanchezza degli elettori verso i vecchi nomi come Marini, Fioroni, D'Alema, Rutelli, etc... "Certo che viene a mancare la fiducia, anche se il problema vero è di consenso. Dobbiamo provare a essere il nuovo e vincere questa sfida. Non pretendiamo dopo la nostra prima assemblea nazionale di sostituirci all'attuale classe dirigente del Pd, ma vogliamo dimostrare quello che siamo capaci di fare e il partito ci deve mettere nelle condizioni di essere il motore del rinnovamento".



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