Patrizia D'Addario: "Usata per colpire Berlusconi"
Da accusatrice a vittima. Torna Patrizia D'Addario, la escort barese al centro dello scandalo per le sue notti passate a Palazzo Grazioli con Berlusconi, e a Libero denuncia di essere stata usata proprio per colpire il Premier al quale ora vorrebbe dire "la verità". "L'idea di rendere pubblici quei due incontri" e "di consegnare i nastri ai magistrati non è stata mia" ma "mi convinsero buttandomi addosso terrore". D'Addario cita il suo avvocato "Maria Pia Vigilante", fu lei "dire che dovevo consegnare quel materiale per difendere la mia vita" perché "in quel periodo ricevevo minacce. Ho subito un furto in casa e perfino una violenza da parte di un carabiniere (mai identificato) entrato nel mio appartamento, suppongo in ricerca di quelle intercettazioni". "Non appena dissi all'avvocato che possedevo quelle registrazioni il magistrato mi convocò in Procura e mi arrivò a casa la Guardia di Finanza" poi l'avvocato "convocò il Corriere della Sera e suggerì di rilasciare la famosa intervista. Salvo poi farmi scrivere che lei e le sue amiche giornaliste non volevano che parlassi". "Dissero che dovevo farla, che era il solo modo per proteggere la mia famiglia e mettere fine alle minacce che ricevevo da mesi".
Poi ci fu il libro, scritto sempre con il Corriere (Maddalena Tulanti) ma "le bozze venivano corrette di notte a mia insaputa, salvo farmi firmare le liberatorie il giorno successivo". "Sono stata presa in giro, dicevano che sarei diventata famosa e avrei guadagnato soldi con libri e interviste invece non ho preso un soldo e sono distrutta" conclude D'Addario, che ora a Berlusconi vorrebbe dire "la verità. Cioè che lui ha ragione quando afferma che certi magistrati lo perseguono ingiustamente e lo colpiscono nella vita per cancellarlo dalla vita politica". Sono protagoniste in questi giorni delle cronache giudiziare che tanti grattacapi stanno provocando a Silvio Berlusconi: sono modelle, soubrette, ballerine ed ex partecipanti a reality show, sulle quali la Procura di Milano sta indagando per accertare la presunta partecipazione a "festini" nelle residenze del premier, per la quale avrebbero ricevuto in cambio appartamenti in un palazzo di via Olgettina 65, nel quartiere di Milano 2 costruito proprio da Berlusconi negli anni '70.
Patrizia D'Addario accusa il suo avvocato di averla 'obbligata' a rendere pubblica la storia della notte passata a palazzo Grazioli con Berlusconi ma il legale, Maria Pia Vigilante, 'smentisce categoricamente' le dichiarazioni della sua assistita.
"Se quello che racconta Patrizia D'Addario e' vero, e' allora evidente che c'e' stata una macchinazione intorno a Berlusconi. Quello che viene raccontato oggi su Libero e' molto inquietante. D'altra parte D'Alema,che notoriamente gode di grandi capacita' divinatorie parlo' in anticipo di 'scossa'". Lo afferma in una nota il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.
"Noi non siamo quelli dei due pesi e delle due misure, e dunque riteniamo che l'intervista di Patrizia D'Addario a 'Libero' vada presa con la dovuta cautela e attentamente verificata. Ci aspettiamo pero' che ad essa venga data la stessa attenzione che fu riservata alle accuse contro Silvio Berlusconi". Lo ha dichiarato in una nota Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato. Nell'intervista, la D'Addario ha raccontato di essere "usata dai nemici di Berlusconi" a sua insaputa. "Si sono serviti di me. Strumentalizzata e poi gettata via. Ma adesso e' venuto il momento di parlare", ha detto. Quanto a Silvio Berlusconi, per la donna "ha ragione quando afferma che certi magistrati lo perseguono ingiustamente e lo colpiscono nella vita privata solo per cancellarlo dalla scena politica". Dunque, ha spiegato Quagliariello, "nel caso in cui il racconto di oggi si rivelasse veritiero ci chiediamo se il quadro allucinante che ne emerge non abbia nulla a che fare con l'attivismo epistolare di un ex pm barese, e con una stagione di corvi, veleni e dossier anonimi di cui forse ora il Csm potra' occuparsi sotto una luce diversa e con una visuale piu' completa". "Ci chiediamo se fosse questa la 'scossa' che un incauto Massimo D'Alema preannuncio' in televisione proprio dopo una visita a Bari", ha aggiunto, "e ci chiediamo cosa altro debba accadere perche' tutti, a destra e a sinistra, prendano coscienza di quanto sia pericolosa per la democrazia l'esistenza di un circuito mediatico-giudiziario che si spinge fino a tramare per far fuori il capo del governo". "Se cio' che racconta la D'Addario fosse tutto vero - ha concluso Quagliariello - sarebbe talmente grave che viene quasi da augurarsi che non lo sia".

Ruby (foto Novella 2000)
LE IMMAGINI: TUTTE LE RAGAZZE DEL PREMIER
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