Sud, rivoluzione comunista: fare come dice il Carroccio

Mercoledì, 29 luglio 2009 - 14:34:00


"Il vertice è andato molto bene". E' quanto ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riguardo al summit di maggioranza, durato oltre tre ore a Palazzo Grazioli, dedicato alla questione meridionale. Il premier ha comunque spiegato che di fondi "non abbiamo parlato".

Venerdì mattina ci sarà una riunione del Cipe sui fondi Fas. "Sul Sud stiamo facendo i conti, il piano è un 'working in progress' lo porteremo in Cdm e poi sarà presentato nei dettagli dopo l'estate", osserva il presidente del consiglio. Il Cavaliere infine spiega che
incontrerà domani il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

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Franco Piperno è un uomo del profondo Sud, nato a Catanzaro nel gennaio del 1942. E soprattutto è un attivista della sinistra estrema. Tanto che è stato con Toni Negri fondatore di Potere Operaio. Attualmente è docente di Fisica della Materia all'Università della Calabria. E proprio da lui arriva una proposta rivoluzionaria (e molto leghista) per affrontare e risolvere la questione meridionale: "Per salvarci toglieteci tutti i finanziamenti". Per il professore continuare a guardare il divario Nord-Sud in termini di reddito pro-capite come se fosse l'unica fonte di felicità, è un errore. Perché il problema non è che Cosenza debba diventare come Bergamo. "Quello di cui soffre il Sud è che gli si è strappata un'anima legata ai luoghi", o, come lo definisce lui, lo "spirito pubblico meridionale come opzione antiliberista", una sorta di "ricorso orgoglioso alla razionalità della vita urbana e contadina del Sud, antica di secoli".

Secondo Piperno, non solo il lavoro nero per il Sud  è "evidentemente una risorsa perché se fosse stato emerso con la fiscalità che c'è in Italia non ci sarebbe stata sopravvivenza", ma non è nemmeno detto che la fuga di cervelli verso il Nord sia per forza un fenomeno negativo e "il federalismo sarebbe un'ottima cosa per il Sud, soprattutto in forme radicali: non tra regioni, ma tra comuni, tra città. Questo vuol dire prendersi in mano il proprio destino". Il problema della mafia, dice, non sono le leggi speciali, ma il fatto che gode del consenso popolare. Associazioni come Libera, dei giovani siciliani, di Roberto Saviano? "Riconosco le ottime intenzioni, ma credo sinceramente che ci sia una terribile dose di ipocrisia. Perché si traduce in risposte astratte, in manifestazioni contro la mafia a cui non partecipa la popolazione locale ma i pionieri portati dal Nord. I giovani invece si affiliano alle cosche non solo per convenienza ma anche per aderire ad un universo valoriale esistente, anche se deprecabile". Bocciato senza appello un eventuale partito del Sud, che - di fatto - tenderebbe a rafforzare le reti clientelari che alimentano le mafie globali.

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