Il partito del Sud piace ai padani della Lega
"E' una manifestazione del riemergere del patriottismo vero. E' sicuramente un fatto positivo e, come loro stessi riconoscono, il ritrovo del senso di appartenenza è un merito della nostra azione e questo ci rende orgogliosi. Tutto ciò contribuisce a riportare al centro dell'attenzione la questione irrisolta di un Sud che, non meno della Padania, è una delle tante nazioni senza stato che ci sono in giro per il mondo. Prospettive e motivazioni storiche sono diverse ma le rivendicazioni sono molto simili: anche loro pagano i guasti di un'unità realizzata con l'errore del centralismo. Dopo due secoli è arrivato il momento di riconoscere i meriti dei vinti del Risorgimento e di rivalutare le voci minoritarie", conclude l'esponente leghista.
L'MPA INSISTE: "CREARE IL PARLAMENTO DEL SUD"
L'Mpa non molla l'osso. La questione meridionale è tornata di moda. E così, dopo il palladiano "parlamento del Nord" della Lega, è in vista il "parlamento del Sud" del Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo. "Di concreto per il Sud abbiamo visto ben poco. Siamo convinti - spiega il responsabile del dipartimento Welfare e Sanità del Mpa Arturo Iannaccone - che la questione meridionale vada posta con maggiore efficacia e determinazione". Mentre da una parte plaude al piano avanzato dal premier, dall'altra l'Mpa forza la mano proponendo l'apertura di un parlamento del Sud. "Non si tratta più soltanto di rappresentare le rivendicazioni delle popolazioni meridionali sulle quali grava il peso enorme del divario economico con il Nord del Paese - argomenta ancora Iannaccone - ma di rispondere alla necessità di far emergere una nuova classe dirigente che sia intensamente caratterizzata dalla dimensione culturale, valoriale e dalla consapevolezza delle enormi difficoltà economiche del Mezzogiorno". Secondo l'esponente dell'Mpa, infatti, "il parlamento del Sud deve assolvere a questa funzione, coniugando la dimensione politica e la specificità tecnico-economica della questione meridionale". "Se il governo non cambierà rotta e se il Meridione sarà ancora penalizzato dalle scelte maturate nel chiuso del consiglio dei ministri, il Sud con il suo parlamento - conclude - sarà costretto ad assumere posizioni ben più radicali".
SUD/ MICCICHE': NON SARO' MINISTRO DEL MEZZOGIORNO



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