Così nasce il nuovo asse Roma-Gerusalemme
Berlusconi in Israele: "Il mio sogno è che entri nella Ue". Con il premier i ministri Frattini, La Russa, Maroni, Fazio, Matteoli e Prestigiacomo
"La mossa di Berlusconi (in visita in Israele, ndr) è interessante ma l'Italia è fuori scala. Non parlerei di leadership europea", spiega il politologo Vittorio Emanuele Parsi (professore di Relazioni Internazionali all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) ad Affaritaliani.it. "Per il suo rientro sulla scena internazionale il premier ha voluto fare una sorta di comparsa pubblica internazionale in un paese con il quale le relazioni sono ottime. Non a caso il premier Netanyahu ha definito Berlusconi migliore amico degli israeliani in questo momento". 
Berlusconi ha detto: ho un sogno. Israele nell'Ue...
"Questa è una vecchia iniziativa dei radicali. Intanto va detto che Berlusconi ha espresso un suo giudizio negativo sugli insediamenti e ha parlato anche della necessità dei due Stati. Non è andato in Israele in una posizione subalterna. Ma da amico sincero con dei distinguo".
Il premier leader europeo?
"Mi sembra esagerato. La leadership non si prende, te la danno. Ma il premier sta facendo pesare l'ottimo rapporto con Israele. Che ha una sua concretezza nella presenza italiana nel sud del Libano. Israele aveva chiesto che il comando Unifil fosse protratto per evitare che passasse in mano agli spagnoli".
Si parla di un nuovo asse Berlusconi-Merkel?
"Italia, Germania e Polonia hanno una forte convergenza, sono più vicini a Israele di quanto non lo siano Francia e Spagna".
L'Italia sta avendo un ruolo sempre più importante nello scacchiere internazionale...
"Sta giocando bene alcune partite, quella sulla sicurezza la sta giocando con molta generosità e lungimiranza... Su altri aspetti abbiamo dei punti di debolezza".
Per esempio?
"La nostra posizione nell'Ue non è fortissima. Ma non è colpa del premier. Abbiamo un deficit importante che ci rende zoppi in Europa. Non siamo eccessivamente generosi negli aiuti per lo sviluppo come segnalato da Bill Gates. E all'interno abbiamo una situazione in cui l'opposizione non perde occasione per bastonare il governo. Le cose positive ci sono: impegni sulla sicurezza, Medio Oriente, buon rapporto con gli Usa. Si diceva che Berlusconi e Obama si sarebbero sputati negli occhi... ma non è stato minimamente così".
Qualche incidente c'è stato però...
"Ai governi il folclore non interessa. Interessa cosa pensano Hillary e Obama, non cosa dicono i giornali. La politica estera degli Usa non la fa il New York Times o l'Economist in Gran Bretagna. I giornali sono molto meno rilevanti di quello che pensiamo".



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