Parma, la città contro il sindaco
Il sindaco di Parma, Pietro Vignali "se ne deve andare". A 18 giorni dagli arresti di 11 persone, tra dirigenti del Comune e imprenditori del settore pubblico, con l'accusa di corruzione, peculato e reati contro la pubblica amministrazione, gli "indignados" emiliani sono tornati in piazza a chiedere le dimissioni del primo cittadino. In circa 300 si sono dati appuntamento - con fischietti, coperchi e striscioni - sotto i portici del Grano, mentre i consiglieri comunali hanno cominciato il dibattito sul piano industriale delle società controllate dal Comune. 
Già dal primo pomeriggio, polizia e carabinieri hanno delimitato l'entrata del municipio, anche per evitare gli scontri della scorsa settimana, quando un gruppo di manifestanti ha tentato di salire lo scalone del palazzo comunale, e le forze dell'ordine hanno reagito con una carica di alleggerimento. Per questo motivo il gruppo della "Piazza" (associazioni e singoli cittadini), ha improvvisato un corteo tra via Farini e piazza Garibalbi. "Lo diciamo da subito, non smetteremo finché l'attuale giunta non rassegnerà le dimissioni - ha detto uno degli organizzatori della manifestazione -. Abbiamo urlato il nostro sdegno, abbiamo difeso l'onorabilità civile della nostra città mentre il suo nome era stato gettato nel fango dagli interessi privatissimi degli amici e dai collaboratori più stretti del sindaco". Una delegazione della "Piazza" a chiesto di poter leggere un comunicato di tre pagine ("Cahier des doléances della Piazza di Parma") in aula, ma non gli è stato concesso.



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