Fare l'eurodeputato? Non conviene. "La palestra ce la paghiamo noi"
![]() Lara Comi |
"Il Trattato di Lisbona ha imposto dei cambiamenti radicali rispetto alla scorsa legislatura. Le spese sono rimborsate dal Parlamento Ue mentre prima i fondi venivano gestiti dai singoli deputati", spiega Lara Comi. "Lo stesso vale per gli assistenti. Tutto viene contabilizzato con buste paga regolari dal Parlamento Ue. Con la Commissione europea si è deciso di incrementare non lo stipendio degli eurodeputati ma le spese per lo staff del deputato, 1500 euro al mese da maggio". Insomma un Parlamento Ue all'insegna dell'auterity. "L'eurodeputato non ha la capacità di gestire i soldi, può solo indicare lo staff. E abbiamo a disposizione 17mila euro al mese per gli assistenti. Sia lo staff sul territorio (4 regioni) sia lo staff a Bruxelles. Mente un parlamentare nazionale ha un solo assistente per diverse regioni".
Stretta anche sui viaggi. Mentre prima "l'europarlamentare disponeva di un forfait di 1000 euro, ora per il rimborso è necessaria la ricevuta del volo", spiega l'eurodeputata. E l'hotel? "Se sono in Italia ho il rimborso solo del volo, niente hotel o ristoranti. Mentre a Bruxelles ho una diaria di 289 euro. E per quanto riguarda impegni di partito ho un badget a parte". E "guadagnamo meno dei deputati italiani", conclude.
IL DOCUMENTO/ Indennità percepite dai deputati al Parlamento europeo
Al pari dei membri dei parlamenti nazionali, i deputati al Parlamento europeo percepiscono una serie di indennità destinate a coprire le spese sostenute nell'esercizio delle funzioni parlamentari.
Indennità per spese generali
Questa indennità è destinata a coprire le spese sostenute nello Stato membro di elezione, ad esempio le spese di gestione dell'ufficio dei deputati, le spese di telefono e postali, i costi per l'acquisto, il funzionamento e la manutenzione di computer e di materiale telematico, nonché le spese di viaggio. L'indennità è dimezzata nel caso di deputati che, senza una debita motivazione, non partecipano alla metà delle sedute plenarie in un anno parlamentare (da settembre ad agosto).
Per il 2009 l'importo mensile dell'indennità è fissato a 4.202 EUR.
Spese di viaggio
La maggior parte delle riunioni del Parlamento europeo, quali le tornate e le riunioni di commissione e dei gruppi politici, si svolgono a Bruxelles o a Strasburgo. I deputati ricevono il rimborso del costo effettivo dei biglietti di viaggio acquistati per recarsi a dette riunioni su presentazione delle ricevute, fino a concorrenza di una tariffa della classe "business" per i viaggi in aereo, di una tariffa di prima classe per i viaggi in treno o del limite di 0,49 EUR/km in caso di viaggio in auto privata, a cui si aggiungono indennità fisse basate sulla distanza e la durata del viaggio destinate a coprire le spese accessorie legate al viaggio (quali, ad esempio, i pedaggi autostradali, le spese per il bagaglio in eccesso o di prenotazione).
È stato abolito il sistema precedente che prevedeva un'indennità forfettaria per i viaggi a Bruxelles e a Strasburgo (nonché ogni altra destinazione dell'UE).
Indennità di viaggio annuale
Nell'esercizio del loro mandato i deputati devono spesso effettuare viaggi al di fuori dello Stato membro di elezione per motivi diversi dalle riunioni ufficiali, ad esempio per assistere a una conferenza in un altro Stato membro o per effettuare una visita di lavoro in un altro paese in veste di relatore.
Per coprire questa eventualità, i deputati possono ricevere un rimborso da un'indennità di viaggio annuale fissa che copre le spese di viaggio, di alloggio e le altre spese connesse. Il rimborso è effettuato sulla base dell'effettiva tariffa aerea o ferroviaria, previa presentazione del titolo di viaggio e dei necessari documenti giustificativi.
Per il 2009, l'importo di tale indennità è fissato a un massimo di 4.148 EUR.
Indennità di soggiorno
Il Parlamento versa un'indennità forfettaria di 298 EUR per ogni giorno di presenza alle riunioni ufficiali degli organi del Parlamento nei quali il deputato è attivo tenute all'interno della Comunità europea. Tale indennità copre le spese di vitto e alloggio nonché tutte le altre spese derivanti dalla partecipazione a dette riunioni. Il Parlamento versa l'indennità solo se il deputato firma l'elenco ufficiale di presenza.
Durante le tornate, il Parlamento dimezza tale importo per i deputati che non hanno partecipato alla metà delle votazioni per appello nominale che si svolgono il martedì, il mercoledì e il giovedì di tornata a Strasburgo e il secondo giorno della tornata a Bruxelles.
Il Parlamento versa una somma di 149 EUR al giorno, a cui si aggiungono le spese di alloggio e di prima colazione, per la partecipazione alle riunioni che hanno luogo al di fuori del territorio comunitario, anche in questo caso a condizione che il deputato abbia firmato l'elenco ufficiale di presenza per la riunione in questione.
Disposizioni in materia di personale
I deputati al Parlamento europeo possono scegliere il proprio personale nei limiti di bilancio fissati dall'istituzione. La gestione degli assistenti accreditati, in servizio a Bruxelles (o Lussemburgo/Strasburgo), è affidata direttamente all'amministrazione del Parlamento secondo il regime applicabile al personale non permanente dell'UE. I contratti degli assistenti in servizio negli Stati membri dei deputati sono invece gestiti da un terzo erogatore qualificato che garantisce le adeguate condizioni fiscali e previdenziali.
Per il 2009, l'importo mensile massimo disponibile per tutte le spese sostenute è pari a 17.540 EUR per ciascun deputato. In nessun caso tali fondi sono versati direttamente ai deputati.
Per i servizi che prevedono il ricorso a prestatori di servizi scelti dal deputato, ad esempio l'incarico ad esperti di effettuare uno studio su un tema specifico, può essere stanziato al massimo un quarto di detto bilancio.
In generale, i deputati al PE non sono più autorizzati ad assumere parenti stretti come membri del loro staff, sebbene permanga un periodo transitorio per il personale assunto nella legislatura precedente.



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