Crisi/ Il Parlamento riapre...
In mattinata il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ed hanno concordato di iniziare a ragionare sulla costituzionalizzazione del pareggio di bilancio. Per questo sin dalla prossima settimana, si anticiperanno i lavori della commissione Affari costituzionali e Bilancio di Montecitorio per iniziare a discutere di introdurre nella Costituzione il pareggio di bilancio.
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha poi informato telefonicamente il presidente della Repubblica sulla decisione di riaprire la Camera, con una convocazione gia' la prossima settimana delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio, per l'avvio della riforma costituzionale sul pareggio di bilancio. L'accelerazione dei lavori rientra in in una iniziativa di raccordo istituzionale tra Parlamento e governo per dare una risposta concreta alla situazione economica. Il governo ora dovra' formalizzare al presidente della Camera con una lettera la richiesta di anticipare l'iter dei lavori.
DELLA VEDOVA, CAMERA APERTA AD HORAS. FINI L'AVEVA DETTO - "Quando Fini avava detto che la Camera era convocabile ad horas, non era una battuta. Ma un'affermazione fatta avendo ben presente la situazione". Il portavoce di Fli Benedetto Della vedova lo sottolinea dopo aver ricordato che Futuro e Liberta', in Senato, ha presentato con Nicola Rossi una proposta di costituzionalizzazione del vincolo di bilancio". Quindi aggiunge: la decisione di anticipare su questo fronte i lavori delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio "pensiamo sia un passo importante. Non e' la soluzione per domani, ma potrebbe rappresentare un elemento inequivocabile del fatto che il Parlamento al piu' presto vuol dare una soluzione prospettica definitiva ed ineludibile al pareggio di bilancio". E si potrebbe partire, conclude, "proprio dal nostro testo".
PAREGGIO BILANCIO IN CARTA, C'E' GIA' PDL BIPARTISAN - La proposta di inserire in Costituzione l'obbligo del pareggio di bilancio e' stata lanciata tre giorni fa dai senatori del Terzo Polo insieme a Nicola Rossi, economista ex Pd ora nel gruppo Misto di Palazzo Madama, primo firmatario di quella proposta costituzionale di riforma dell'articolo 81. Un disegno di legge che aveva gia' raccolto diverse firme bipartisan: oltre a Rossi, c'erano quelle di Mario Baldassarri (Fli), Franco Bruno e Francesco Rutelli (Api), Gianpiero D'Alia (Udc), Enrico Morando (Pd), Giuseppe Pisanu (Pdl) e Massimo Garavaglia (Lega). Era stato Rutelli ad auspicare un lavoro delle commissioni parlamentari in agosto, "piuttosto che improbabili sessioni generiche - aveva sostenuto - per esaminare questa proposta di legge e approvarla, quantomeno nelle commissioni competenti. Sarebbe la risposta migliore ai mercati". Cosi' aveva detto il leader dell'Api. Da li' poi era partito il dibattito e da li' potrebbe riprendere il dialogo tra maggioranza ed opposizione per affrontare con spirito condiviso l'emergenza economica. Il provvedimento proposto al Senato, che potrebbe comunque rappresentare una base di proposta anche per la Camera, propone la modifica dell'articolo 81 della Costituzione: in pratica verrebbe fissata la norma del pareggio di bilancio per lo Stato, le Regioni e gli enti locali, con l'obbligo di recuperare eventuali sforamenti nel triennio successivo e con il vincolo della maggioranza qualificata (due terzi) per approvare una eventuale legge di bilancio "che comporti il ricorso all'indebitamento". Un meccanismo "eccezionale" - aveva spiegato Rossi in conferenza stampa tre giorni fa - per rispondere a "eventi eccezionali" cioe' a situazioni di crisi economica che richiedessero interventi anticiclici.



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