Parisi risponde a Letta: "Non buttiamo via anche il bipolarismo"

Venerdì, 1 luglio 2011 - 12:40:00


Arturo Parisi

'Col 'porcellum' non buttiamo via anche il bipolarismo': e' l'appello dell'ulivista Arturo Parisi che lancia l'allarme sul pericolo di una 'restaurazione' con un ritorno al proporzionale e ai vecchi giochi partitocratici. 'Gli scherzi della vita. Dopo diciotto anni dall'approvazione nel 1993 della legge elettorale che, dal nome del suo relatore, chiamiamo Mattarella, dopo dodici anni dal fallimento, per un pugno di voti, nel 1999 del referendum finalizzato alla sua correzione attraverso l'eliminazione della quota proporzionale, tutto avrei immaginato -scrive Parisi sul suo sito- all'infuori di ritrovarmi a battermi in prima fila tra i suoi difensori. Peggio, primo firmatario di una proposta diretta al suo semplice ripristino. Una proposta peraltro gia' impolverata dal passare degli anni senza che ne' il gruppo del Pd ne' il partito gli abbiano dedicato alcuna attenzione'. 'La spiegazione e' -afferma Parisi- che non c'e' limite al peggio. E il peggio al momento si chiama 'porcellum'. Una legge che pur in un quadro bipolare e maggioritario, ha esaltato la frammentazione partitica e messo nelle mani dei vertici dei partiti la nomina dei parlamentari sottraendola alla scelta dei cittadini. Definita 'una porcata' dallo stesso Calderoli, che, a causa dell'oblio sulle responsabilita' che nell'introduzione della nuova legge ha avuto l'Udc, e' individuato come il suo ideatore, il 'porcellum' ha sporcato definitivamente Parlamento e parlamentari'.

Per superare la 'porcata', spiega Parisi, sono entrati in capo vari tentativi di superamento, non tutti chiari e positivi al punto, quasi incredibile, di peggiorare lo stato delle cose con l'approdo ad un proporzionale che toglierebbe ai cittadini sia la facolta' di scelta del suo parlamentare sia la scelta del governo. 'Mentre cresce la confusione col rischio di annullare in un colpo maggioritario e bipolarismo senza peraltro rimettere nelle mani degli elettori la scelta degli eletti, la conclusione della legislatura va comunque approssimandosi pericolosamente' fa osservare Parisi che aggiunge: 'Anche se la legislatura dovesse concludersi nel 2013, se la nuova legge elettorale non fosse approvata prima della interruzione estiva del 2012 non si fara' piu' in tempo ad approvare una legge che, prevedendo la reintroduzione di collegi demograficamente equivalenti, metta capo ad una loro definizione sulla base del nuovo imminente Censimento generale della popolazione previsto per il prossimo ottobre. Ancora piu' stretto e' poi il tempo qualora si onorasse l'impegno di procedere alla scelta dei candidati attraverso elezioni primarie'. 'Potrebbe cosi' accadere -dice Parisi- che mentre le diverse opzioni e proposte si contendono il presente, il semplice decorrere del tempo decida il futuro al posto nostro. Mentre i sostenitori della democrazia dei cittadini si dividono tra loro alla ricerca del meglio, i difensori della democrazia della delega potrebbero investire sul passare del tempo scommettendo sul fatto compiuto.

Per questo motivo anche chi, come me, preferirebbe un sistema fondato sul maggioritario di collegio ad un turno, pur accettando il sistema a doppio turno che fin dal 1995 ha prima rappresentato la posizione dell'Ulivo e poi del Pd, non puo' non ritrovare nel compromesso rappresentato dal Mattarellum una trincea di resistenza: la base piu' sicura per superare il Porcellum e allo stesso tempo evitare di tornare al proporzionale. La soluzione piu' sicura soprattutto perche' piu' veloce'. 'Avendo consentito di vincere ad entrambi gli schieramenti la legge Mattarella non puo' essere infatti accusata di favorire una parte sull'altra (...) A questo si aggiunga dal punto di vista tecnico la grande semplicita' rappresentata dalla possibilita' di abrogare il Porcellum attraverso la reviviscenza del Mattarellum, a conclusione di un percorso parlamentare estremamente abbreviato.
Prima e mentre si studiano le inziative per contrastare tra i cittadini le iniziative restauratrici che sono in campo, le forze rappresentate in Parlamento, e soprattutto quelle con maggiore responsabilita' come il Pd, debbono operare perche' in Parlamento sia trovata la soluzione. Il conto alla rovescia e' comunque iniziato'.

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