Il Papa: 'Sui criteri di accertamento della morte necessario il consenso di tutta la comunità scientifica'

Venerdì, 7 novembre 2008 - 15:55:00

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Benedetto XVI incoraggia la donazione degli organi ma raccomanda che sui criteri di accertamento della morte ci sia il consenso dell'intera comunita' scientifica ''cosi' da favorire la ricerca di soluzioni che diano certezza a tutti''. Pur non citando direttamente il tema della cosidetta ''morte cerebrale'' che ha tenuto banco qualche mese fa dopo un intervento critico pubblicato sull'Osservatore Romano, Ratzinger sembra confermare la validita' dell'elettroencefalogramma piatto perche' rileva che nell'accertamento di morte ''la scienza, in questi anni, ha compiuto ulteriori progressi''.

Ma, ''in un ambito come questo - spiega - non puo' esserci il minimo sospetto di arbitrio e dove la certezza ancora non fosse raggiunta deve prevalere il principio di precauzione''. Il Papa teologo chiede dunque che ''si incrementi la ricerca e la riflessione interdisciplinare in modo tale che la stessa opinione pubblica sia messa dinanzi alla piu' trasparente verita' sulle implicanze antropologiche, sociali, etiche e giuridiche della pratica del trapianto''. ''In questi casi - raccomanda con forza - deve valere sempre come criterio principale il rispetto per la vita del donatore cosi' che il prelievo di organi sia consentito solo in presenza della sua morte reale''.


Papa Benedetto XVI
Per il Pontefice, poi, ''e' utile ricordare'' che il cadavere del donatore ''peraltro possiede pure una sua dignita' che va rispettata''.

L'invito rivolto dal Papa ai partecipanti al Congresso Internazionale promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita, in collaborazione con la Federazione Internazionale delle Associazioni Mediche Cattoliche e il Centro Nazionale Trapianti e' quello di ''fugare pregiudizi e malintesi, dissipare diffidenze e paure per sostituirle con certezze e garanzie in modo da permettere l'accrescersi in tutti di una sempre piu' diffusa consapevolezza del grande dono della vita''.

Bisogna cioe' consolidare nella trasparenza questa ''conquista della scienza'' perche' ''non avvenga che il moltiplicarsi delle richieste di trapianto abbia a sovvertire i principi etici che ne stanno alla base''. ''Il corpo - ribadisce in proposito il Papa - non potra' mai essere considerato un mero oggetto, la logica del mercato, altrimenti, avrebbe il sopravvento. E' necessario, quindi, che in prima istanza si ponga il rispetto per la dignita' della persona e la tutela della sua identita' personale''.

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