Palestina, caos all'Onu

Venerdì, 16 settembre 2011 - 14:14:00

protesta palestina 1

A pochi giorni dall'apertura della 66esima Assemblea Generale al Palazzo di Vetro, si moltiplicano gli sforzi diplomatici per
disinnescare la richiesta dell'Anp di riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente all'Onu. Il rappresentate della politica estera dell'Unione europea (Ue), Catherine Ashton, ha preso autonomamente l'iniziativa presentando a Israele una proposta grazie alla quale i palestinesi otterrebbero un status creato ex novo - diverso da quello di Stato non membro senza diritto di voto della Santa Sede - presso le Nazioni Unite. Posizione non equivalente a quello di uno Stato e che non darebbe loro la possibilita' di presentare ricorsi contro Israele davanti alla Corte penale internazionale (Cpi), l'elemento che Tel Aviv teme di piu'.

Secondo il quotidiano Haaretz, durante i colloqui con la Ashton nei giorni scorsi, il premier Benjamin Netanyahu avrebbe detto di essere pronto ad accettare un avanzamento dello status palestinese, a patto che non si configuri come Stato. L'iniziativa della rappresentante di Bruxelles, tuttavia, e' stata criticata da alcuni Paesi europei, che le hanno rinfacciato di avere agito senza consultarsi e quindi senza effettiva autorita'.

A questa proposta si contrappone il blocco franco-spagnolo che sta portando avanti una campagna tra i Ventisette a sostegno del riconoscimento palestinese all'Onu. Parigi e Madrid puntano a far ottenere all'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) - organizzazione madre di Fatah e dell'Anp - la stessa posizione della Santa Sede. In cambio, l'Autorita' nazionale palestinese (Anp) si asterrebbe dal presentare il ricorso al Consiglio di Sicurezza e dall'avanzare denunce contro Israele davanti al Cpi.

Da parte sua, Tony Blair, inviato del Quartetto, sta cercando di guadagnare tempo, in modo da far tornare a parlare israeliani e palestinesi e raggiungere un accordo sui parametri come base per future trattative. A questo scopo, ha proposto ai palestinesi di presentare una bozza di ricorso al segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, il quale si impegna a presentarla lui stesso all'Assemblea Generale entro la fine della sessione corrente, che si conclude il 28 dicembre, se nel frattempo non saranno ripresi i negoziati.

A favore di un ritorno ai colloqui stanno facendo pressioni anche gli Stati Uniti, che hanno gia' annunciato il veto al Consiglio di Sicurezza qualora i palestinesi avanzassero la richiesta in quella sede. Un incontro dei rappresentanti del Quartetto (Usa, Russia, Ue e Onu) e' atteso per domenica a New York, ma le speranze che si concluda con una dichiarazione comune a sostegno di un ritorno al tavolo dei negoziati sono poche.

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