Palazzo Chigi come il Cremlino

Sabato, 3 dicembre 2011 - 11:16:40

Di Gianni Pardo

L'introduzione dell'illuminazione elettrica nelle strade ha fatto sparire un mestiere che durava da decenni, quello del lampionaio: un omino che al crepuscolo girava per le strade per accendere i lampioni a gas. Un altro mestiere che la storia ha fatto sparire è quello del kremlinologo. In Russia il segreto è sempre stato una mania nazionale, tanto è vero che ne parlò anche il marchese Astolphe de Custine, parlando della Mosca degli zar. Ma questa mania si aggravò con la dittatura comunista, che aveva parecchio da nascondere. Nacquero così degli specialisti, i kremlinologi, capaci di dedurre ciò che avveniva da segnali minimi: per esempio (era un classico), dalle presenze e dalle assenze, oltre che dalla posizione più o meno vicina ai grandi capi, di quelli che assistevano alla sfilata del Primo Maggio sulla piazza Rossa. Il governo Monti si è avviato su questa strada. Per la prima volta nella storia della Repubblica un esecutivo è stato così segreto, nelle sue attività e nelle sue intenzioni, da essere divenuto simile al Kremlino. E forse nasceranno i chigiologi: gli specialisti della decrittazione di ciò che avviene a Palazzo Chigi.

Naturalmente, è un mestiere rischioso. Col Delitto della Via Morgue Edgar Allan Poe ha dimostrato che la realtà umana non è tanto razionale quanto lo è la meccanica celeste: quando la verità è veramente imprevedibile, si può sprecare molta intelligenza senza arrivare alla conclusione giusta. Bisognerà dunque perdonare i chigiologi, se i fatti gli daranno torto. Offrono un prodotto senza garanzia. Qui si tratta di trovare una teoria che spieghi tutto quanto è avvenuto dall'incarico a Mario Monti a oggi. Il rischio di sbagliare pesantemente è molto alto, ma la tentazione del gioco è irresistibile. Il primo dato evidente è che il Primo Ministro fino ad oggi ha detto solo banalità retoriche. Ha parecchio viaggiato, fino a suscitare delle ironie, ma se uno va a Bruxelles o altrove per incontrare capi di Stato o di governo, non lo fa per parlare di "equità", di "rigore" e di "provvedimenti opportuni". In questi casi si scende sul concreto. Dunque il nostro Capo del governo di qualcosa ha parlato con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, anche se nessuno sa di che cosa. E per il chigiologo la spiegazione sia dei silenzi sia dei viaggi potrebbe essere la seguente.

Chiunque tenti di governare in Italia sa che i partiti politici sono a favore delle riforme e di provvedimenti coraggiosi finché se ne parla in generale: non appena si scende sullo specifico, l'atteggiamento cambia. Ognuno riscopre le sue imprescindibili posizioni, ognuno proclama "tutto ma non questo" e, naturalmente, i sindacati parlano di sciopero generale. Dunque Monti potrebbe avere studiato a lungo la situazione, insieme con i suoi collaboratori, avendo in mente questo piano: proporre al Parlamento dei provvedimenti assolutamente incisivi, alcuni indigesti per la destra, altri indigesti per la sinistra, e soprattutto non solo quei due - patrimoniale da un lato e riforma del lavoro dall'altro - di cui tutti parlano. Poi, di fronte alle universali proteste, affermerà che, se tutti protestano, tutti sono colpiti. E se tutti sono colpiti, è segno che non si è privilegiato nessuno. I provvedimenti sono giusti ed opportuni, e fra l'altro hanno l'avallo preventivo delle autorità comunitarie: ed ecco a che cosa sarebbero serviti i viaggi a Bruxelles.

Sarebbe un avvenimento di proporzioni epocali. Un atto di forza, quasi un nuovo passaggio del Rubicone. Anche se l'idea di Mario Monti con la corazza fa un po' ridere. Ma rideremmo meno sentendogli dire: "Il governo e l'Italia non sopravvivono se tutti non chinano la testa e non accettano l'inaccettabile. La sinistra e la destra devono subire riforme dolorose, non sono consentite linee di difesa irrinunciabili, e i sindacati devono capire che possono fare tutti gli scioperi che vogliono, non per questo la Tavola Pitagorica darà risultati diversi". Parole così lontane da quelle che siamo abituati a sentire che alcuni, distrattamente, chiederanno la traduzione in italiano.
E Mario Monti dovrebbe concludere avvertendo che, se il Parlamento dicesse di no, quelli che hanno fatto cadere il governo sarebbero i responsabili dinanzi alla storia del disastro italiano. Un disastro economicamente più grave persino di quello della Seconda Guerra Mondiale.
E qui nasce il sospetto che il chigiologo, invece di avere un'intelligenza più penetrante della media, abbia solo un'eccezionale fantasia.
 

 giannipardo@libero.it, www.DailyBlog.it

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer


Bpm/ Gip, prestiti acampora su intercessione Messina e Brancher
undefinedundefined
undefinedundefined
Fonsai/ Trattativa ferma, a compagnia nessun segnale da Unipol
Siria/ L'Italia espelle ambasciatore a Roma per strage Hula
Titoli Stato/ Spread Btp - Bund a 452 punti
Sisma Emilia/ Due morti fabbrica BBG Mirandola
Borsa/ Prosegue negativa -0,60% su aumento spread. Tonfo di Bpm -9,78%
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso