Pakistan, ucciso il leader di al Qaida
Il comandante delle operazioni di al Qaida in Pakistan, Badar Mansur, risulta tra le quattro vittime del raid compiuto oggi da un drone statunitense nel nord-ovest del paese. Lo hanno confermato fonti dei servizi segreti pachistani. Mansur, che è a capo di un gruppo di talebani ritenuti affiliati ad al Qaida, è deceduto nell'attacco missilistico compiuto dal drone Usa a Miranshah, la principale città del Waziristan del Nord. La notizia è stata confermata anche da un responsabile del movimento dei ribelli che faceva capo alla stessa vittima.
"Badar Mansur è morto in un attacco con missili, questa notte a Miranshah", ha detto un funzionario dei servizi segreti pachistani, sotto copertura di anonimato. Alcuni colleghi a Miranshah hanno confermato l'informazione, aggiungendo che tra le vittime figura anche la moglie del comandante. "La sua morte rappresenta un grande rovescio per le capacità di al Qaida di colpire il Pakistan", ha commentato un altro funzionario dell'intelligence ricordando che "dopo che Ilyas Kashmiri è stato ucciso o reso inoffensivo, Badar Mansoor era diventato de facto il capo di al Qaida in Pakistan".
"Se la sua morte sarà confermata ufficialmente, si tratta di un'eccellente novità per la lotta al terrorismo nella regione. Mansur era infatti uno dei principali obiettivi degli Stati Uniti e del Pakistan", ha affermato un esperto occidentale dell'antiterrorismo. "Era il capo di al Qaida in Pakistan e numerosi servizi segreti occidentali lavoravano su di lui", ha affermato la stessa fonte.
Secondo i responsabili dei servizi pachistani, Badar Mansur aveva circa 40 anni ed era originario di Dera Ghazi Khan, nel centro del Pakistan. Si sarebbe reso responsabile di numerosi attentati suicidi nel paese, negli ultimi quattro anni.


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