Mumbai/ Il Pakistan non consegna i terroristi all'India
Il rogo si è sviluppato all'interno dell'hotel Taj Mahal al centro degli attacchi del 26-29 novembre. Le fiamme si sono sviluppate al ventesimo piano "senza causare vittime". Le cause non sono state ancora accertate. S'ipotizza un corto circuito, ma non si esclude qualcosa ancora collegabile agli attentati. I danni non sono stati ancor quantificati. L'albergo è chiuso dopo gli attacchi terroristici.
Il Pakistan non consegnerà all'India le persone arrestate nei giorni scorsi per gli attacchi terroristici di Mumbai, fra cui la presunta mente della strage, e annuncia che intende invece giudicarli in patria. Lo ha annunciato il ministero degli esteri di Islamabad: "Questi arresti si sono svolti nell'ambito della nostra inchiesta. Anche se le accuse (dell'India) nei loro confronti saranno dimostrate, noi non estraderemo (gli arrestati) all'India", ha detto il ministro Shah Mehmood Qureshi, in un discorso da Multan. "Giudicheremo noi stessi coloro che sono stati arrestati in base alla legge pakistana", ha aggiunto il capo della diplomazia di Islamabad.
Gli arrestati sono una ventina e appartengono all'organizzazione separatista kashmira Lakshar-e-Taiba. Fra loro vi sarebbe Zakiur Rehman Lahwi, l'uomo che fece la telefonata ai terroristi islamici inviati in India e fece scattare l'attacco che ha causato 172 morti.



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