Il Pakistan piomba nel caos
Arresti domiciliari per l'ex premier e leader dell'opposizione pachistana Nawez Sharif. Questa decisione ha suscitato rabbia e ha dato inizio ad una protesta da parte dei sostenitori della lega musulmana del Pakistan. Sharif ha così violato oggi gli arresti domiciliari e ha dato vita ad una manifestazione che dovrebbe arrivare domani a Islamabad.
Secondo Sharif gli ordini di arresti domiciliari imposti dal presidente Asif Ali Zardari per lui e altri leader dell’opposizione sono illegali ed ha confermato che la 'Lunga Marcia' partita venerdì da Karachi "deve giungere a tutti i costi" domani nella capitale. "Non accettiamo questa decisione", ha detto in un discorso trasmesso in diretta dalla tv di Islamabad. "Gli arresti domiciliari sono illegali e immorali. Tutte queste decisioni sono incostituzionali".
Un alto funzionario di polizia ha detto all'agenzia Afp che il leader dell'opposizione è stato posto ai domiciliari per impedirgli di unirsi alla 'Lunga Marcia' dell'opposizione, partita da Karachi giovedì scorso e che dovrebbe raggiungere la capitale Islamabad domani. L'obiettivo dei dimostranti è ottenere che Zardari rispetti la promessa di restituire le cariche a numerosi giudici destituiti dall'ex presidente Parvez Musharaf.
La situazione a Lahore è sempre più tesa e secondo l’emittente Geo Tv si sono verificati scontri tra i manifestanti e la polizia che ha risposto lanciando lacrimogeni contro militanti del movimento Jamaat-i-Islami (Ji).
L’ex premier aveva rifiutato un tentativo di conciliazione da parte del governo, confermando invece la volontà di proseguire la 'Lunga Marcia' fino a Islamabad. E’ quindi partita l’azione repressiva delle forze dell’ordine nei confronti dell’opposizione. Oltre a Sharif sono stati messi ai domiciliari per 3 giorni anche altri importanti esponenti del partito. Fonti giornalistiche pachistane dichiarano che il fratello minore dell'ex premier, Shahbaz Sharif, è stato bloccato a Rawalpindi, in Punjab, dove è anche stato arrestato il leader del movimento Tehreek-e-Insa, Imran Khan. Arresti anche per una cinquantina di avvocati che partecipavano alla manifestazione.



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