P3/ Fini contro gli indagati: "Lascino l'incarico"
"Sentiamo il dovere di impegnarci dentro il Pdl". Ad assicurarlo e' stato Gianfranco Fini, nella telefonata alla prima convention regionale dei circoli campani di 'Generazione Italia'. "In questo momento di confusione e' essenziale avere le idee chiare", ha sottolineato il presidente della Camera.
![]() Gianfranco Fini |
"Il primo punto fermo e' mantenere l'identita' e la nostra casa", ha assicurato, "rafforzare il Pdl significa avere meccanismi concordati discussi prima, dato che il Pdl e' un grande partito che esprime ormai la classe dirigente del
Paese".
"Quando si pone la questione morale, non si puo' essere considerati dei provocatori, ne' si puo' reagire con anatemi, o minacciando espulsioni che non appartengono alla storia di un grande partito liberale di massa come lo abbiamo immaginato", ha sottolineato Gianfranco Fini.
"Fini dice che un indagato non deve conservare incarichi? E perche' questa cosa non l'ha detta quando su Bocchino pendeva una richiesta di arresto? Allora tutti nel Pdl lo difesero e nessuno gli chiese di lasciare il vertice del gruppo". E' Francesco Casoli, vicepresidente del gruppo Pdl al Senato, ad aggiungere che "Fini e' un po' confuso. E poi durante le elezioni regionali diceva che l'incarico non gli consentiva di partecipare a manifestazioni politiche. Ora esterna ogni giorno. Altro modo singolare di stare nel Pdl".



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