Kabul/ Attacco all'Onu, sei stranieri morti
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Nel rivendicare la loro azione, i talebani hanno annunciato che si tratta della «prima tappa» della loro campagna per disturbare il ballottaggio presidenziale previsto per il prossimo 7 novembre. Secondo il ministero dell'interno afgano, i kamikaze talebani sono almeno tre: i loro corpi dilaniati dall'esplosione dei corpetti esplosivi che indossavano sono stati trovati all'interno della foresteria dell'Onu al termine dei combattimenti, durati ore, fra gli assalitori e le forze di sicurezza. Sempre secondo il ministero, i tre kamikaze indossavano uniformi da poliziotti. Si è trattato dunque di un attacco in grande stile da parte dei talebani: alcuni dei guerriglieri indossavano giubbotti imbottiti di esplosivo, altri erano muniti di kalashnikov e armi automatiche.
L'unità di crisi della Farnesina sulla base di verifiche compiute con l'ambasciata italiana nella capitale afgana fa sapere che nell'attacco terroristico nessun italiano è rimasto coinvolto. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha condannato con fermezza l'attentato a Kabul. Esprimendo il più sentito cordoglio alle famiglie delle vittime innocenti - si legge in una nota diffusa dalla Farnesina -, Frattini ha aggiunto che «la viltà dei terroristi non riuscirà a fermare il processo democratico in atto, fortemente voluto dal popolo afgano e sostenuto in modo deciso dalla comunità internazionale».
Poco dopo l'attacco alla foresteria Onu, in un luogo non distante, tre razzi sono stati lanciati contro un albergo di lusso della capitale afgana. Dopo l'esplosione di un primo razzo a pochi metri di distanza dalla struttura che ha provocato l'immediata evacuazione di tutti gli ospiti dell'albergo (almeno un centinaio) portati al sicuro in un bunker, almeno altri due razzi sono caduti nei giardini dell'hotel Serena, senza fare vittime. Altri razzi, dice la polizia, sono stati sparati anche contro un edificio non lontano dal palazzo presidenziale.
Pakistan, oltre 50 morti a Peshawar. Nel giorno dell'arrivo della Clinton
Un'autobomba è esplosa nei pressi di un affollato mercato a Peshawar, in Pakistan nord-occidentale, seminando morte e distruzione. Secondo la polizia ci sono oltre 50 vittime e 150 feriti. La violenta esplosione è avvenuta poche ore dopo l'arrivo nella capitale Islamabad del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton per tre giorni di colloqui con le autorità locali. Sul luogo dell'esplosione è scoppiato un incendio, che ha fatto innalzare una nube di fumo nero nel cielo. Peshawar sorge al confine con le zone tribali divenute roccaforti dei talebani e dei combattenti legati alla rete terroristica di al Qaida.
La bomba è esplosa nell'affollato mercato di Peepal Mandi, nella parte vecchia della città. Nei pressi del Bazar Meena un edificio è crollato durante le operazioni di soccorso, aggravando il bilancio delle vittime. Secondo fonti pakistane, all'ospedale continuano ad arrivare corpi, soprattutto di donne. I canali pachistani hanno subito diffuso le immagini della strage, con numerosi negozi in fiamme e veicoli distrutti. Il timore è che ci possano essere altre vittime sotto le macerie. Il Pakistan vive una recrudescenza di violenza in corrispondenza dell'operazione militare, via terra e aria, che l'esercito sta compiendo alla frontiera con l'Afghanistan, nel Waziristan del Sud e sulle rotte che mettono in comunicazione l'area di confine con il resto del Pakistan e la vicina regione tribale del Waziristan del nord, considerate bastioni talebani.



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